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Internazionale

Massacro a Baghdad. Sciopero generale

L'editoriale di Luigi Pintor del 17 gennaio 1991. Proviamo un senso di nausea. Palestinesi, israeliani, arabi e poi americani, europei, russi, dentro una macchina di distruzione che si moltiplica, in un mare di denaro, di petrolio, di fame e di morte. E una Italia irriconoscibile

I missili U.S. Patriot illuminano a giorno il cielo di Riyadh (Arabia saudita) in risposta agli attacchi di reazione degli Scud-B iracheni. È il 26 gennaio 1991

I missili U.S. Patriot illuminano a giorno il cielo di Riyadh (Arabia saudita) in risposta agli attacchi di reazione degli Scud-B iracheni. È il 26 gennaio 1991

È una cosa mostruosa. Vederla è peggio che immaginarla. Vederla come spettacolo, tutto il mondo seduto a guardare, ad ascoltare quegli automi della televisione: è la terza ondata, la quinta ondata, il cielo è in fiamme, si sente il fragore delle bombe? Oh, i morti ancora non si vedono, ma domani forse sì. Quanti saranno? Pochi, è ancora il primo giorno. È una guerra giusta contro il tiranno, riporteremo sul trono l’emiro. Non sarà Saddam a morire e nemmeno Bush, ma certamente una quantità di iracheni di ogni età e condizione, forse molti americani, forse anche qualche italiano, e poi...

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