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Internazionale

L’Iraq si ritrova a piazza Tahrir per chiedere giustizia, la polizia gli spara addosso

Iraq. Dal sud e dalla capitale migliaia di manifestanti protestano per i 35 omicidi mirati di attivisti avvenuti negli ultimi mesi e senza colpevoli. Al tramonto l'esercito si ritira e gli agenti anti-sommossa riprendono la piazza con la violenza. Aumentano le sparizioni forzate: «Un metodo alternativo per silenziare la protesta. Ma che differenza c’è con la morte?»

Al centro di piazza Tahrir

Al centro di piazza Tahrir

Solo un ponte divide piazza Tahrir dalla Zona Verde di Baghdad, i manifestanti dal governo. In mezzo un cordone di poliziotti antisommossa presidia il ponte Jumhuriya sul Tigri, dall’ottobre 2019 all’estate successiva luogo dello scontro più brutale. Da una parte c’era il presidio permanente della «October Revolution», dall’altra l’autorità. Il 31 ottobre scorso il presidio e l’autogestione della piazza sono stati cancellati, le tende rimosse e il palazzo del Turkish Restaurant svuotato. Ieri piazza Tahrir si è riempita di nuovo, mentre internet saltava e le principali vie di comunicazione venivano chiuse da blocchi improvvisati della polizia. Giovani, donne, anziani, bambini...

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