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L’infanzia dell’alta sicurezza

Teatri in carcere. Mimmo Sorrentino per il progetto "Educarsi alla libertà" nel suo spettacolo fa raccontare tragiche storie di bambine alle detenute di alta sicurezza

backstage

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L’applauso fatica ad arrivare. Nel piccolo teatro, quando le luci si accendono, è un suono timido, scandito da poche mani. Poi cresce, diventa forte, corale, convinto. Se l’applauso fosse rivolto a uno spettacolo qualsiasi in un teatro qualsiasi, potrebbe far pensare a un pubblico scarsamente entusiasta, trascinato dalla claque. Non è così. Almeno qui, nel teatro del carcere di Vigevano, al termine dei quarantasei minuti di L’infanzia dell’alta sicurezza, testi e regia di Mimmo Sorrentino; sul palco Rosaria, Micaela, Maria, Marina... Detenute per reati associativi. Quelli che hanno a che fare con mafia, ’ndrangheta, camorra. L’applauso non poteva arrivare subito,...

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