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Cultura

L’imprendibile segno del corpo

Mostre. «Tattoo. Storie sulla pelle», un viaggio tra i secoli per rintracciare la biografia della scrittura fisica

Felice Beato, Facchino giapponese

Felice Beato, Facchino giapponese

Impronta magica, terapeutica, segno di appartenenza, espressione di rango sociale, ribellione al sistema dominante pagina autobiografica o fenomeno di massa, il tatuaggio ha attraversato la storia dell’umanità vivendo stagioni alterne, tra successi e cadute in disgrazia. Si va dal divieto della Bibbia a tatuarsi il dolore di un lutto o la croce cristiana, ordine cui comunque i crociati medievali trasgredivano allegramente, fino alle classificazioni di orrore ad opera di Cesare Lombroso, che associò la «scrittura fisica» alla criminalità e alla devianza. Il corpo inselvatichito, foriero di messaggi culturali e non più solo biologici, è sempre stato un soggetto imprendibile. Minaccioso...

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