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Internazionale

L’imperatore Wu illumina il sogno di Xi Jinping

Cina. Non è solo a un «sovrano» fondatore che bisogna guardare per trovare una figura simile al numero uno di Pechino, ma a un riformatore dotato di «grandeur» e lungimiranza

L’abolizione del limite costituzionale dei due mandati presidenziali consecutivi deliberata di recente in Cina dall’Assemblea Nazionale del Popolo ha creato sconcerto, nonostante fosse nell’aria. La nomina a vicepresidente di Wang Qishan, fedelissimo di Xi Jinping e artefice dell’imponente campagna contro la corruzione nel corso della quale sono stati puniti, con sanzioni diverse, quasi un milione e quattrocentomila funzionari, dimostra che la mossa era programmata da tempo: sono infatti ora chiare le ragioni dell’esclusione di Wang dal Comitato Permanente dell’Ufficio Politico del Pcc, nominato nell’ottobre 2017, e dell’assenza, tra i sette membri designati, di possibili eredi di Xi per il 2023,...

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