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Politica

Libia, «avevamo quasi fatto la pace, poi è arrivata la guerra»

Al senato. Il presidente del Consiglio risponde sugli ultimi sviluppi della crisi: la tempistica degli scontri ci fa pensare che la nostra strategia era giusta. Adesso insistiamo parlando con tutti e per recuperare la concordia della comunità internazionale. Non c'è al momento un'emergenza sbarchi

La guerra in Libia

La guerra in Libia

«Fallimento della diplomazia italiana?». L’avvitarsi della crisi libica appare come la dimostrazione più evidente dell’inefficacia dell’azione del governo Conte, prima e dopo la conferenza di Palermo. Ma per il presidente del Consiglio, che ieri sera è andato a riferire sugli ultimi sviluppi nell’aula del senato, non è così. Anzi, è vero il contrario: «La tempistica degli scontri ci induce a pensare che stessimo procedendo nella direzione giusta e che si sia voluto deliberatamente far deragliare un processo politico concreto e ben avviato». L’accusa è solo indirettamente rivolta alla Francia, all’appoggio garantito da Macron al tentato blitz di Haftar - gli...

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