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Internazionale

L’evoluzione e la decostruzione della ragione populista in Iran

Iran. Dalla produzione di «regimi di verità» di Khomeini, alla «terza rivoluzione» di Ahmadinejad, fino a Ebrahim Raeisi

È il 21 marzo del 1980, ai microfoni di Radio Teheran, l’ayatollah Ruhollah Khomeini pronuncia il suo discorso che segna l’inizio d’anno iraniano. È la fase in cui la neonata repubblica islamica cerca forza per consolidarsi attraverso le parole del suo leader carismatico. In quel momento, tre dimensioni si fondono insieme nella retorica khomeinista: quella rivoluzionaria, quella religiosa, e quella populista. Lo schema si sviluppa come segue. Per «volontà divina» - sostiene l’ayatollah - «la nazione oppressa» iraniana si è potuta liberare «dal giogo della tirannia e dei crimini di un regime satanico e dal giogo del dominio di poteri...

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