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Lettere

Vaccinazione eterologa, lettera aperta al ministro Speranza

Gentile Ministro Speranza,

dopo una giornata molto impegnativa vissuta all’HUB vaccinale dell’Ospedale San Camillo di Roma, in cui mi sono personalmente esposta per richiedere una seconda dose di Astrazeneca senza risultato, Le scrivo – anche a nome di tanti amici e amiche che hanno i loro appuntamenti nei prossimi giorni – per chiederLe di ripristinare la libertà di scelta per la seconda dose dei vaccini Astrazeneca.

La motivazione addotta dal Governo della “massima cautela” per tutte quelle persone che, pur avendo meno di 60 anni, in questi ultimi 3 mesi hanno fatto la prima dose Astrazeneca coscientemente e coerentemente con le vostre indicazioni (e firmando le carte, prendendosi tutta la responsabilità) non è sufficiente a giustificare l’impossibilità di poter operare una libera scelta sulla seconda dose.

A detta di Aifa e CTS non esiste alcun rischio accertato – a fronte delle milioni di seconde dosi erogate nel mondo – nel ricevere la seconda dose Astrazeneca, fino a venerdì sera somministrate regolarmente.

Come Lei sa sicuramente molto bene, le numerosissime persone che devono ancora fare la seconda dose di Astrazeneca hanno già subito lo stress di sottoporsi a un vaccino rischioso per la fascia di età inferiore ai 60 anni ma, per senso civico e fiducia nella scienza, hanno superato paure e timori vaccinandosi. Nel Lazio, la regione in cui vivo, si tratta soprattutto di insegnanti, personale scolastico e universitario che ha avuto la possibilità di vaccinarsi con Astrazeneca tra febbraio e marzo e che proprio in queste settimane deve ricevere le seconde dosi.

Adesso quella stessa categoria di persone viene obbligata dal Governo, senza alcuna possibilità di scegliere liberamente, di sottoporsi a una seconda dose di vaccini eterologa, quando ancora le evidenze scientifiche – a detta di moltissimi scienziati – non sono né chiare né certe.

Nella giornata odierna, di fronte all’obbligo di inocularsi un vaccino differente dal primo, molte persone hanno scelto di rinunciare alla seconda dose e questa è una conseguenza inaccettabile dopo tutti gli sforzi e i sacrifici fatti fino a qui.

Pur comprendendo perfettamente la necessità di bloccare le prime dosi Astrazeneca sotto i 60 anni, per le seconde dosi le chiedo di permettere la libertà di scelta, consentendo quindi – a chi lo richiede – di vaccinarsi con lo stesso vaccino ricevuto in prima dose.

Nel ringraziare per l’attenzione e sperando che si possa procedere in tal senso, le invio un cordiale saluto.

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