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Lettere

Uber e grazie

Uber e grazie

Amici del Manifesto, sono un tassista in lotta contro Uber.
E sono antico e convinto lettore del Manifesto, che, quotidianamente, lascio sul sedile posteriore del «taxi per consentire anche agli utenti un contatto, pur fugace, con idee vivificanti. Desidero ringraziarvi – anche a nome di altri colleghi – per avere pubblicato il reportage di Avi Asher-Shapiro su Uber. Un racconto che restituisce inequivocabilmente il senso della nostra battaglia contro questa multinazionale. Una opposizione che, per la maggior parte di noi, è anche ideologica e culturale, volta a contrastare a ogni livello il dilagare del totalitarismo liberista e la conseguente deseetificazione economica, sociale e umana.

Uber ma non solo Uber. In questo contrasto – che è anche sindacale attraverso Unica Filt CGIL – il Manifesto è un confortante sostegno quotidiano. Purtroppo il solo nel desolante panorama editoriale italiano. Ma siamo abituati a resistere.

Luca, tassista

Uber negli Stati Uniti

Sento di dovervi sinceramente ringraziare per quanto avete riportato nell’articolo in oggetto: grazie infinite perchè dopo aver avuto la netta sensazione di andar sempre a sbattere contro un muro di gomma… Il vostro articolo ha rappresentato per me un piccolo pertugio di speranza!

Oreste, tassista di Milano