closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Lettere

Tornare a scuola quanto prima, ma nelle condizioni più sicure

Noi, docenti del liceo “T. Gullace” di Roma ci uniamo a quanto espresso dai colleghi del “Tasso”, del “Benedetto da Norcia”, del “De Sanctis” e di numerosi altri licei romani ed esprimiamo il nostro dissenso in merito alla scelta del Governo di riaprire le scuole superiori, in presenza, il 7 gennaio.

Tale riapertura si sta per realizzare, mentre le autorità sanitarie prospettano una nuova ondata del contagio.

Ci chiediamo: ci sono le condizioni minime di sicurezza per tornare in classe? Abbiamo motivo di temere che si tratti di una decisione azzardata che pagheremo tutti a caro prezzo. Cosa è stato fatto finora per ridurre il rischio di contagi? Del piano del potenziamento dei trasporti pubblici non c’è traccia. Ci saremmo aspettati, da un Ministro che, già negli anni passati aveva fatto della lotta con- tro le classi pollaio il suo cavallo di battaglia, una drastica riduzione del numero degli alunni per classe e un radicale intervento sull’edilizia scolastica, nonché una seria ricognizione sui singoli territori finalizzata al reperimento di spazi per le nostre scuole, con l’ineludibile obiettivo di far fronte ad una situazione di emergenza e rimediare al contempo ad un’inadeguatezza gravissima perpetrata da decenni di mancati investimenti nel settore dell’istruzione.

Ad oggi, anziché apprezzare i frutti di una politica che abbia realmente messo “la scuola al primo posto”, di che cosa dobbiamo invece prendere atto? Purtroppo di un quadro che ci getta nel più profondo sconforto. Il ritorno alle classi smembrate e ad una didattica ibrida, con la minaccia delle continue quarantene che hanno visto coinvolte intere classi e più docenti.

Data l’assoluta inadeguatezza strutturale degli edifici scolastici (per non parlare della carenza di personale), alla luce di un indice dei contagi tuttora preoccupante, saremo costretti di fatto a prolungare nelle ore pomeridiane l’attività didattica, iniziata comunque nelle ore del mattino; il rientro di alunni e docenti alle loro case non potrà avvenire che nel pomeriggio inoltrato.

In tal modo si impone a studenti e docenti un sacrificio inutile, in nome di una fantomatica didattica in presenza, che in queste modalità sarebbe comunque una didattica sfilacciata e depauperata dal punto di vista dei contenuti.

Come tutti gli insegnanti e i dirigenti scolastici, auspichiamo quanto prima un ritorno della scuola in presenza per svolgere il ruolo che la Costituzione ci assegna, e che non abbiamo smesso di esercitare in questi mesi di pandemia. Ma crediamo che sia nell’interesse della società intera che ciò avvenga in condizioni quanto più possibile sicure.

Chiediamo pertanto che le lezioni continuino a distanza fino a quando non saranno garantite efficaci misure di sicurezza e non verrà elaborato un sistema organizzativo che permetta di lavorare e studiare secondo adeguati criteri didattici.

In conclusione, crediamo che a tal fine sia indispensabile mettere in atto i seguenti provvedimenti:

Posticipare di qualche settimana il ritorno in presenza a scuola, che in questo momento rischia di innescare un incremento dei contagi, come affermato dall’assessore alla sanità della regione Lazio Alessio D’Amato e da eminenti esponenti della comunità scientifica (Walter Ricciardi dell’OMS e Riccardo Bucci dell’Università di Philadelphia tra gli altri).

Quando la diminuzione della curva dei contagi, la concreta attivazione di un sistema di trasporti dedicato alla scuola, la pratica di test rapidi opportunamente messa a disposizione renderanno possibile il rientro in sicurezza, lasciare alle singole scuole l’autonomia di organizzare i propri tempi e i propri spazi, nel rispetto delle specifiche esigenze.

Evitare lo scaglionamento delle lezioni su due orari, cosa che comporterebbe gli inconvenienti già ampiamente sottolineati dai documenti prodotti dai colleghi delle altre scuole (non ultimo l’inesistenza nelle scuole di luoghi sicuri in cui stazionare per otto ore).

Prevedere, subito dopo il personale medico, la vaccinazione per il mondo della scuola.

Paola Salutini Patrizia Ferri Graziella Ghezzi Giulia Fischetti Laura De Fulgentiis Di Luozzo Lorenza Andrea Bongiovanni Georgia Conti Roberta Bravetti Laura Borello, Laura Dotti Maria Gallelli Gabriella Gatti, Stefano Minichiello Alessandro Turriziani Rosanna Provenzano Maria Grazia Cerquetani Roberto Raffio, Elvira Abbate Maria Maggiulli Anna Rita Ticari Sonia Pieretti Flavia Sbrocca Maria Nardone Carla Giannini Cecilia Vecchio, Alessandra Ciacciofera Rita Fierimonte Raffaele Aiello, Maria Rosaria Fabrizio Maria Roberta Orecchia, Daniela Dodaro Mariella Magliuolo Rachele Chiurco, Anna Fulvia Pellegrino Maria Trisciuzzi Chiara Avenoso, Giulio Scarchini Riccardo Caneba Morena De Carlo Francesca Ruberto Raffaella Antoniucci Zuccarello Claudia Antonella Elisabetta Vaccaro, Sara Di Giacomo Claudia Tombini Antonella Ruggieri Lucia Maskalova Gabriella Rinaldi Caterina Staropoli Giuseppe Mancuso Sara santoni Tommaso Stasi Roberta Ortolano Antonietta Mattia Andrea Gaggiotti Eleonora Felici Erminia Rossini Eneo Branelli Barbara Ciolfi Giuseppe caliciuri
Maddalena Romanelli Romanelli Emanuela Rosaria Sabia Rossella Iandoli Fabio Saglimbeni Barbara Panetta, Ilaria Persi. Maria Letizia Bosco Ludovica Iacono Daniele Di Vincenzi Gallozzi Giuseppe Roberto Leonzio Donatella Pisanelli Antonia Sabatelli, Maria Concetta Garreffa, Marco Cilione, Daniele Santoro