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Lettere

Solidarietà a Mimmo Lucano

La rete *Abolire Frontex* ha scritto una lettera aperta in solidarietà con il sindaco italiano Mimmo Lucano condannato a 13 anni di carcere per le sue azioni in solidarietà con le persone in movimento. Il 20 ottobre alle 16:00 davanti all’Ambasciata d’Italia, rue Joseph II a Bruxelles, azione di solidarietà.



 


Al Sig. Mario Draghi, Presidente del Consiglio dei ministry
Alla Sig.ra Luciana Lamorgese, Ministro dell’Interno
Alla Sig.ra Marta Cartabia, Ministro della Giustizia

Come gruppi e organizzazioni della società civile, siamo rimasti disgustati dalla sentenza di primo grado pronunciata dal tribunale di Locri a Domenico ‘Mimmo’ Lucano ed esprimiamo la nostra piena solidarietà a Mimmo. La sentenza è vergognosa e ingiusta e incarna le politiche migratorie di destra e razziste che si stanno radicando in Europa. Chiediamo al Governo italiano e a tutte le autorità competentidi scagionare immediatamente Domenico Lucano e di porre fine alle sue politiche migratorie ostili.


L’operato di Mimmo Lucano da sindaco è stato un esempio vissuto e tangibile di vita solidale. Ha dimostrato che inclusione, giustizia e assistenza sociale sono possibili e possono invertire l’ondata di razzismo e xenofobia. La sentenza a suo carico non riflette la giustizia, ma piuttosto brilla alla luce dei programmi politici razzisti che criminalizzano la solidarietà e fortificano le mura dell’Europa.

Oltre 44.764 persone sono state uccise dalle politiche militarizzate ai confini della Fortezza Europa dal 1993. Altre migliaia sono brutalmente criminalizzate, represse e oppresse dopo aver raggiunto l’Europa: ogni giorno è una lotta. Gli Stati membri dell’UE stanno usando tattiche violente e illegali per costringere i richiedenti asilo a tornare indietro attraverso i loro confini nell’ambito di operazioni finanziate dall’UE. Le prove raccolte da numerosi rapporti rivelano che i migranti sono stati picchiati e allontanati con sparì negli ultimi mesi, durante le cosiddette operazioni di “respingimento” condotte da uomini mascherati in Croazia, Romania e Grecia. Questo in aggiunta alle famigerate intercettazioni e respingimenti effettuati dalla cosiddetta guardia costiera libica che è finanziata dall’UE e addestrata dalla marina italiana.


Gli Stati europei non riescono a fornire percorsi sicuri, riparo e altro supporto alle persone in movimento. Non riescono a soccorrere le persone in difficoltà e ad affrontare la propria responsabilità e complicità nel costringere le persone a spostarsi. Nei campi, nei centri di asilo, nei centri di detenzione e per le strade, le persone in movimento si sono organizzate per protestare contro condizioni disumane, detenzioni e deportazioni e chiedere il permesso di soggiorno, con prospettive future sicure e vivibili. Mentre l’UE e i governi europei negano la responsabilità e si astengono dal servire il diritto internazionale, ONG, attivisti e persone come Mimmo Lucano intervengono e mostrano solidarietà nella prassi. L’Europa sta esternalizzando i suoi obblighi internazionali alla società civile.

Queste proteste si scontrano spesso con la repressione statale e di polizia. La solidarietà è spesso criminalizzata. Le navi di ricerca e salvataggio sono state confiscate e gli equipaggi sono stati arrestati; così come altre persone che sostengono le persone in movimento e intraprendono azioni contro le micidiali politiche e istituzioni europee sulle frontiere. I posti occupati per trovare riparo sono stati sgomberati, la distribuzione di cibo e aiuti ai valichi di frontiera è stata interrotta, le rivolte nei centri di asilo e di detenzione sono state represse con la violenza, le persone sono state messe in celle di isolamento, è stata negata l’assistenza medica e legale e sono state violentemente deportate.


L’Europa è costruita su una storia di colonialismo, schiavitù, imperialismo, estrattivismo e sfruttamento che continua ancora oggi. Le politiche di confine dell’UE istituzionalizzano questa violenza, ingiustizia e disuguaglianza. L’UE e i suoi Stati membri dovrebbero assumersi la responsabilità di ciò e costruire comunità, non muri. L’attuale politica non risolve alcun problema ma lo esternalizza violentemente come esemplificato dalla stretta collaborazione e dal sostegno finanziario e materiale dell’Italia alla guardia costiera libica, costantemente colpevole di violenze e respingimenti contro le persone in movimento.

Siamo solidali con le persone in movimento e con coloro che le sostengono, senza esitazioni. Tutti dovrebbero essere liberi di muoversi e vivere, ma nessuno dovrebbe essere costretto a muoversi. La militarizzazione delle frontiere non è la soluzione. Altre politiche migratorie sono possibili e necessarie, basate sull’analisi delle cause e delle responsabilità della migrazione forzata, basate sulla solidarietà.

“Mimmo libero!” e ponete fine alla persecuzione delle persone in movimento e di chi le sostiene.

La solidarietà non sarà mai un crimine

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