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Lettere

Sogesid, il paradosso della transizione ecologica: 300 lavoratori a rischio

 

Al Presidente del Consiglio
Mario Draghi

Al Ministro della Transizione Ecologica
Roberto Cingolani

Al Ministro dello Sviluppo Economico
Giancarlo Giorgetti

Al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali
Andrea Orlando

Al Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile
Enrico Giovannini

Al Ministro per la Pubblica Amministrazione
Renato Brunetta

e.p.c. Alle Sottosegretarie del Ministero della Transizione Ecologica
Vannia Gava
Ilaria Fontana

Egregio Presidente,
Egregi Ministri,

portiamo alla Vostra attenzione un assurdo paradosso che investe il processo di transizione ecologica del nostro Paese.
Come certamente ben sapete, la transizione ecologica, insieme alla digitalizzazione, l’innovazione e l’inclusione sociale, è uno degli assi strategici del Recovery Plan. Al riguardo il potenziamento della Pubblica Amministrazione, in particolare dell’ex Ministero dell’Ambiente, con il conseguente rafforzamento in termini di personale e professionalità appare ineludibile.

Ebbene, attualmente la realtà sta andando in una direzione esattamente opposta: un prossimo concreto decremento del personale e delle professionalità operanti presso il Ministero e, all’orizzonte, una preoccupante crisi occupazionale.

Vediamo i fatti.

Siamo i lavoratori della SOGESID una S.p.A. partecipata al 100% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, in house presso l’attuale Ministero della transizione ecologica e del Ministero delle Infrastrutture. In quanto tale, la SOGESID S.p.A. ha affidamenti diretti di contratti pubblici dai due Ministeri che, in quanto amministrazioni controllanti, esercitano sulla stessa un controllo analogo congiunto, definendo sia gli obiettivi strategici che le decisioni significative della società controllata.

Nel 2015 attraverso procedure ad evidenza pubblica, e su richiesta dell’ex Ministero dell’Ambiente (Convenzione Quadro 2015-2017), la SOGESID ha esteso la propria azione a tutti i settori di competenza del Ministero, ampliando di conseguenza, in maniera significativa, il proprio organico. Operazione condotta, nella sostanza, per sopperire alla carenza di personale tecnico del Ministero dell’Ambiente, che, fin dalla sua istituzione, non ha mai bandito concorsi finalizzati al reclutamento di personale e per sostituire la prassi fino ad allora consolidata di instaurare rapporti con vari soggetti (università, consorzi universitari, centri di ricerca ecc.), attraverso i quali veniva reclutato personale con tipologie contrattuali varie ma fondamentalmente precarie. Tali aspetti sono stati ben rappresentati dalla Corte dei Conti in molti atti ufficiali.

Attualmente, siamo circa 500 lavoratori dipendenti di questa Società (con età media di 41 anni), gran parte dei quali assunti nel 2015 a tempo indeterminato – di cui più di 300 operano direttamente presso il Ministero dell’Ambiente – sulla base di bandi ad evidenza pubblica e per profili individuati dalla Convenzione quadro tra MATTM e SOGESID.

Siamo personale con vari profili tecnici e amministrativi in possesso di elevate conoscenze tecnico-scientifiche e di esperienza professionale pluriennale.

Se pur formalmente si dovrebbe trattare di attività di assistenza tecnica, in concreto risulta in alcuni casi difficile fare una netta distinzione fra l’attività svolta dai noi lavoratori SOGESID, incardinati spesso da decenni nelle attività istituzionali del Ministero, da quelle dei funzionari ministeriali propriamente detti. Un dato su tutti: in alcune Direzioni generali del Ministero il rapporto tra personale SOGESID e personale di ruolo è di 4 a 1.

Nonostante ciò, e per motivi non noti a noi lavoratori, il Gabinetto dell’ultimo Ministro dell’Ambiente, ha pervicacemente voluto, prima con vari atti di indirizzo del Ministero e poi nella Legge di Bilancio 2019, che fosse esplicitamente prevista la progressiva “dismissione” di tutta l’assistenza tecnica esterna presso il Ministero dell’Ambiente.

E dunque, a partire dal prossimo anno e in maniera progressiva per gli anni successivi, il Ministero della transizione ecologica non si avvarrà più di noi lavoratori SOGESID.

Accanto a questo elemento i dati dell’ultimo conto annuale del Ministero dell’Ambiente parlano tremendamente chiaro: nel 2019 il 34% dei 506 dipendenti ministeriali aveva un’età superiore ai 60 anni e il 32% una fascia di età compresa tra i 55 e i 59 anni.

In sintesi:
– attualmente il 66% dei dipendenti del Ministero della Transizione Ecologica ha un’età superiore ai 57 anni.
– a partire dal prossimo anno inizia la progressiva dismissione di circa 300 dipendenti SOGESID, in servizio presso il Ministero, personale tecnico e amministrativo, altamente qualificato che negli anni ha sostenuto e portato avanti le politiche ambientali del Paese.

E’ evidente che le procedure concorsuali in atto, rispettivamente per 251 funzionari tecnici e 67 funzionari amministrativi presso il Ministero della Transizione Ecologica non potranno sopperire adeguatamente alla carenza cronica di personale di questo Ministero, soprattutto di fronte alle eccezionali sfide a cui è chiamata la pubblica amministrazione per permettere la ripresa del Paese dopo l’emergenza da COVID e la transizione ecologica necessaria e non più procrastinabile. I concorsi porteranno una forza lavoro decisamente inferiore al fabbisogno (quantificato dal Ministero stesso nel 2019, quando il Recovery Plan era ben lontano, in almeno 1.000 dipendenti) che non copre tutte le professionalità oggi presenti e attive. Concorsi che, peraltro, non prevedono criteri espliciti che valorizzino l’esperienza maturata dai lavoratori SOGESID, se non con il riconoscimento di qualche punto soltanto una volta superate tutte le prove. Diversamente, sarebbe molto più efficace a soddisfare le esigenze del momento l’ipotesi di quanto previsto dalla stessa Legge di Bilancio 2019 a tutela dei lavoratori del comparto dei servizi di pulizia e altri servizi ausiliari per le scuole: un’apposita procedura selettiva per titoli e colloquio per l’assunzione presso la pubblica amministrazione rivolta esclusivamente al personale delle ditte private che da anni lavorano per il comparto.

Sostanzialmente, dunque, ecco palesarsi a breve termine l’assurdo paradosso: l’inutile dispersione di personale altamente qualificato nell’ambito della transizione ecologica che l’Amministrazione pubblica ha provveduto a far crescere negli anni – con il rischio di perdere la sfida e non riuscire a sfruttare i fondi del Next Generation EU.

I target posti sono talmente impegnativi e ambiziosi da richiedere, infatti, l’impiego di risorse con competenze specifiche e di alto livello, che sappiano tener conto degli indirizzi e delle priorità indicate dalla Commissione Europea. La continuità con le strategie pregresse è un presupposto indispensabile per non ridurre le possibilità di utilizzo delle risorse europee nell’attuazione degli importanti e strategici cambiamenti – transizione energetica, economia circolare, mobilità sostenibile, clima – delle politiche ambientali del paese.

Alla luce di quanto fin qui rappresentato, Vi chiediamo di prendere in carico la situazione sopra descritta e il futuro di noi lavoratori SOGESID, al fine di garantire che le nostre professionalità non vengano disperse, a svantaggio delle politiche ambientali nazionali e internazionali.

Fiduciosi che questo accada quanto prima, e per poter approfondire dal vivo, Vi chiediamo con urgenza un incontro.