closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Lettere

Senza condizioni di sicurezza non torniamo a scuola

Gentile Ministra Azzolina,

A nome degli studenti degli Istituti del secondo ciclo di istruzione di Roma e provincia le scriviamo questa lettera la quale verrà inoltrata nella forma di lettera aperta alle principali testate giornalistiche nazionali che valuteranno se pubblicarla o meno.

Formuliamo questa lettera in quanto riteniamo sia più produttivo rimanere in Didattica a Distanza data la situazione ancora critica dei contagi e i compromessi, a nostro avviso irragionevoli, a cui dovremo attenerci per assicurare un corretto svolgimento delle lezioni.

Analizzando i dati relativi alle diagnosi di SARS-CoV-2 delle ultime settimane possiamo notare che la curva del numero dei casi ha smesso di scendere ed è probabile che ci troveremo presto a fronteggiare un nuovo aumento dei casi e dei carichi ospedalieri portando di nuovo le terapie intensive vicine al collasso.

In tale contesto capiamo quanto siano importanti le regole di contenimento dei contagi perciò pensiamo che le misure esposte nella nota dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio n. 39279, siano a nostro avviso troppo complesse e poco attuabili in maniera pratica; abbiamo dunque imparato dai fatti accaduti anche nei mesi antecedenti a questo che non sempre le decisioni che sulla carta, quindi su un piano teorico, risultano possibili, possano essere attuabili anche su piano pratico.

Ci teniamo nello specifico a sottolineare l’inadeguatezza complessiva del sistema di trasporto pubblico il quale è soggetto a molte variabili che possono andare ad intaccare il fluido e efficiente funzionamento del piano, come già illustrato nel comunicato stampa “Decisioni Incomprensibili e Inefficaci per la Ripresa dell’attività in Presenza” pubblicata dai sindacati CGIL, CISL, UIL, SNALS, FGU, GILDA-UNAMS.

Le complicazioni organizzative esposte in precedenza non sono le uniche che si presenteranno. Ricordiamo ad esempio che i locali di scuola vanno arieggiati ad intervalli di 50 minuti, cosa che comporterebbe l’abbassamento della temperatura minima consentita per legge di 18°C nelle aule.

Inoltre le ragazze e i ragazzi che faranno parte del turno 10.00 – 15.00 consumeranno il pasto in aula a causa della mancanza di locali adeguati da adibire ad uso di mensa;  ciò ovviamente obbligherebbe tutti gli alunni all’interno dell’aula a stare senza mascherina, per di più in un locale non sanificato data la difficoltà che si presenterà nel garantire l’igienizzazione di tutte le aule.

Ci troviamo in un periodo fragile sia socialmente sia politicamente, e questo deve essere un momento di richiamo alla responsabilità. Troviamo infatti sia necessario fare marcia indietro rispetto alle decisioni prese in questi giorni riguardo il rientro a scuola, o comunque rivisitarle con maggiore ponderazione.

Tutta le componenti delle scuole lo chiedono: gli alunni, i docenti, il personale ATA, i genitori, presidi e vicepresidi; il clima di insoddisfazione generale è espressione di ciò che tutti pensiamo: le condizioni per rientrare ad ora non ci sono.

Vorremmo però chiarire una cosa molto importante: noi non vogliamo la DaD. Come dice spesso anche lei la DaD non può (e non deve) sostituire la scuola in presenza. Noi vogliamo tornare in aula, vogliamo tornare a fare una didattica reale, vogliamo tornare alla socialità e alla bellezza dello stare a scuola con gli altri.

Ma vogliamo entrare in sicurezza e non con queste condizioni. Infatti molti di noi non entreranno.

Per questo a nome degli studenti degli istituti di istruzione superiore di secondo grado di Roma e provincia e soprattutto in nome della salute complessiva chiediamo di prorogare a data da destinarsi il rientro a scuola in presenza.