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Lettere

Precari Sogesid, chi lavora per il Ministero della Transizione Ecologica va assunto

Egregio Ministro Roberto Cingolani

Abbiamo finalmente appreso dalla stampa quanto chiediamo con forza, da oltre due anni ormai, scioperando e mobilitandoci: come dal Suo Dicastero indicato, l’articolo 15 del DL “Semplificazioni ambientali” prevede il transito nei ruoli – dunque in rapporto di formale dipendenza – dell’attuale Ministero per la Transizione Ecologica, previa procedura selettiva, del personale SOGESID che già da lungo tempo opera alle sostanziali dipendenze dell’ex Ministero dell’Ambiente. I motivi della Sua scelta, che accogliamo con grande soddisfazione, sono per noi facili da intuire, trattandosi di problemi sui quali abbiamo avuto modo di interpellarla con una lettera aperta lo scorso 13 marzo: senza il fondamentale supporto tecnico-specialistico del personale SOGESID, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, per quel che riguarda in particolare l’implementazione delle politiche ambientali, sarebbe difficile, se non impossibile, da realizzare.

Finalmente, dunque, dopo l’intervento normativo voluto dal primo Governo Conte, che come noto ha disposto la riduzione progressiva delle convenzioni tra il MATTM e la sua in house, mettendo inevitabilmente a rischio il futuro occupazionale di centinaia di lavoratrici e lavoratori, nella ridefinizione della sua governance e del suo campo di azione il Ministero prende atto di una realtà che da anni raccontiamo. Il personale SOGESID che opera all’interno del Ministero svolge mansioni fondamentali per il funzionamento dello stesso; a maggior ragione oggi, con le nuove sfide imposte dalla pandemia e dunque dal Recovery Plan, il suo transito contrattuale è doveroso, dal punto di vista dei diritti dei lavoratori, quanto strategico, dal punto di vista della governance del MiTE.

Da quel che apprendiamo, però, emergono criticità che ci preme segnalarLe subito. In primo luogo la platea: lavoratrici e lavoratori, formalmente dipendenti SOGESID ma che operano presso il Suo Dicastero, sono in numero superiore alle 200 unità previste dall’articolo 15 del DL “Semplificazioni ambientali”. Riteniamo dunque urgente intervenire affinché la platea sia estesa. Ciò dal punto di vista dei numeri, ma non escludiamo che sia necessario farlo per quel che riguarda i profili. In secondo luogo, il personale SOGESID lavora in buona parte con un livello di inquadramento inadeguato e incongruente rispetto alle mansioni quotidianamente svolte e alle competenze possedute. Nel transito sarà fondamentale tener conto e porre rimedio al problema, assicurando un giusto ed equo inquadramento, senza generare disparità di sorta, anche con chi attualmente è dipendente del Ministero della Transizione Ecologica.

Concludiamo con una indicazione ulteriore. C’è chi, sulla stampa e non solo, sta tentando di animare uno scontro tutto sbagliato e nocivo tra i lavoratori, ovvero tra chi ha passato la preselettiva di cui al concorso disposto dal primo Governo Conte ma sospeso a causa della pandemia, e chi, come il personale SOGESID sostanzialmente già dipendente, e da anni, del Suo Ministero, ha la possibilità di beneficiare del DL succitato. Il dramma italico è il continuo trionfo dei particolarismi, nelle politiche pubbliche e nelle rivendicazioni sindacali. Da una parte, e molto giustamente vista l’emergenza che stiamo vivendo, si semplificano selezioni e assunzioni nella PA, alla luce di precedenti importanti sempre legati al primo Governo Conte, quello del personale ATA delle scuole per esempio, dall’altro si contrappongono i diritti: chi, da anni, con la sua opera garantisce il funzionamento dell’ex Ministero dell’Ambiente ha infatti diritto a vedere formalmente riconosciuto il suo ruolo sostanziale; chi, come anche una parte dello stesso personale SOGESID, sta partecipando al concorso bandito dal precedente Ministro ha diritto alla conclusione della procedura, quando l’emergenza pandemica la renderà possibile. Contrapposizione sbagliata e radicalmente ingiusta, da respingere.

Lo ripetiamo: chi nella sostanza è già dipendente del Ministero della Transizione Ecologica, garantendo da anni il supporto tecnico allo stesso, ha diritto urgente, per sé e per il Paese, al transito previsto dal DL “Semplificazioni ambientali”. Diritto che valeva anche prima, e che invece il concorso aveva ingiustamente occultato. L’armonizzazione tra i due diritti in questione è possibile e giusta. Ma è bene partire dalla verità che il funzionamento del MiTE già adesso rivela, verità che pretende riconoscimento e che di certo non contrasta con la necessità del potenziamento ulteriore degli organici pubblici, presso il MiTE e non solo.