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Lettere

Per essere efficace la riapertura della scuola deve garantire la sicurezza di tutti

 

I sottoscritti lavoratori del Liceo Scientifico L. Pasteur di Roma si uniscono alle considerazioni espresse nei numerosi documenti prodotti dalle scuole nell’ultima settimana in merito alle modalità della ripresa delle attività didattiche in presenza.

In questi mesi sulla pelle della scuola si sta consumando una battaglia propagandistica che non ha nulla a che vedere con la reale volontà di risolverne le carenze strutturali, dovute a decenni di politiche costituite prevalentemente da tagli, che la pandemia in atto ha fatto emergere con prepotenza.

Ancora una volta, le decisioni riguardanti la scuola vengono prese senza chiedere il parere di chi la scuola la vive e la costruisce ogni giorno da anni.

In seguito al Decreto della Prefettura della provincia di Roma del 24/12/2020 (e successivi chiarimenti e modifiche) è fatto obbligo alle scuole secondarie di secondo grado di organizzare la ripresa della didattica in presenza (secondo le percentuali previste dalle normative vigenti) attenendosi ai seguenti criteri: 

1.     individuazione di due fasce orarie di ingresso per gli studenti, alle ore 8:00 e alle ore 10:00;

2.     limitazione della percentuale di ingresso degli studenti al 60% nella prima fascia delle ore 8:00 e al 40% nella seconda fascia delle ore 10:00;

3.     pianificazione dell’attività didattica in presenza su cinque giorni settimanali, a fronte di un’apertura dei plessi dal lunedì al sabato al fine di giungere ad una ulteriore riduzione giornaliera del flusso degli studenti, calcolata sul 75% del rientro in presenza, di circa un sesto così da far fronte, per ogni singolo giorno di attività scolastica, ad un complessivo bacino di utenza degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado di circa il 62,5%; nella giornata del sabato si potrà se ritenuto funzionale permettere l’ingresso di tutti gli studenti in un’unica fascia oraria delle 8.00;

Questa rigida imposizione di orari e giorni di apertura non tiene conto né delle enormi differenze esistenti tra le singole istituzioni scolastiche (per dislocazione, bacino di utenza, spazi, strutture e numerosità di studenti e personale), né del tempo necessario per igienizzare adeguatamente i locali.

Riteniamo in particolare doveroso evidenziare le seguenti criticità:

 

Criticità riguardanti la sicurezza

  • Per gli studenti e i lavoratori che saranno presenti a scuola durante il secondo turno, la cui sesta ora di lezione non potrà terminare prima delle 15,30, non sono previsti spazi e tempi adeguati perché possa essere consumato un pasto in sicurezza, sia dal punto di vista del distanziamento personale che dal punto di vista del controllo degli alimenti introdotti dall’esterno. Data la stagione invernale (e al momento caratterizzata da frequenti precipitazioni), questa problematica non potrà sempre essere risolta con la possibilità di usufruire degli spazi esterni.
  • La rimodulazione dell’orario delle lezioni sui due turni e sui sei giorni settimanali comporterà un notevole aumento delle ore di buco nell’orario di docenza, aumentando così il rischio di assembramenti nei locali scolastici, dovuti alla contemporanea presenza fuori dalle aule di molti docenti.
  • L’articolazione oraria prospettata non permette un’adeguata igienizzazione dei locali scolastici, a causa della riduzione di quasi il 50% del personale presente a fine giornata, visti i turni imposti.
  • Nonostante la disponibilità dei banchi monoposto, con la presenza, prevista dal 18 gennaio, del 75% degli studenti in ogni aula utilizzata, il distanziamento non appare sufficiente a garantire un’adeguata protezione dal contagio.

 

Criticità riguardanti la didattica

  • Con la fine dell’ultima ora di lezione alle 15,30, viene meno per gli studenti, dopo il rientro a casa, la possibilità di avere un adeguato tempo di riposo che si aggiunga a quello dedicato allo studio. Lo studio e l’approfondimento individuale degli argomenti affrontati durante le lezioni, indispensabile in questa fase dell’età evolutiva per lo sviluppo dell’autonomia del pensiero e della capacità di rielaborazione personale, sono totalmente sacrificati.
  • Con la fine dell’ultima ora di lezione alle 15,30, viene meno per i docenti la possibilità di avere un adeguato tempo di riposo che si aggiunga a quello dedicato alla preparazione delle lezioni e alle correzioni, parte fondamentale della funzione docente. Queste ultime attività, infatti, non potranno essere svolte a scuola durante le ore di buco a causa della mancanza di spazi adeguati.
  • L’inevitabile turnazione di classi (e anche di singoli studenti) dovuta alla necessità di rimodulare l’orario secondo i rigidi criteri imposti, provoca enormi difficoltà organizzative nella programmazione delle attività didattiche, anche per quanto riguarda la pianificazione in tempi adeguati di esercitazioni e verifiche.
  • Viste le difficoltà di pianificazione espresse nel punto precedente, anche per gli studenti ci sono gravi ricadute nell’organizzazione dello studio individuale.

 

Inoltre, sebbene la norma preveda che gli ambienti vadano arieggiati solo a intervalli di un’ora, il parere dei tecnici per la sicurezza è che gli ambienti chiusi debbano essere sempre ben ventilati per garantire un’effettiva diminuzione del rischio di contagio, con l’inevitabile necessità di tenere aperte porte e finestre nonostante le temperature rigide della stagione invernale. Rispetto a questo argomento, è necessario prolungare l’orario di accensione del riscaldamento per tutta la durata della permanenza del personale e degli studenti nei locali della scuola.

La ripresa della didattica in presenza non può limitarsi alla mera apertura e presenza fisica di personale e studenti negli edifici scolastici.

Per essere efficace, per tornare a essere davvero “scuola”, occorre che l’organizzazione sia funzionale alle esigenze della didattica e che garantisca la sicurezza di tutti, studenti e lavoratori, nella misura maggiore possibile.

 

Per la ripresa delle attività in presenza dunque chiediamo

 

  1. che l’organizzazione della didattica sia lasciata all’autonomia delle singole istituzioni scolastiche, in base alle specifiche condizioni dell’utenza e del territorio in cui ciascuna di esse è dislocata;
  2. che sia predisposto un serio piano di rimodulazione del trasporto pubblico che preveda dei servizi dedicati esclusivamente al trasporto scolastico;
  3. che sia garantita un’efficace azione di prevenzione attraverso il potenziamento del tracciamento nelle singole scuole (che ci appare necessario vista la pregressa esperienza);
  4. che vengano forniti al personale scolastico dispositivi di protezione adeguati alla maggiore contagiosità delle varianti virali, tra i quali mascherine filtranti (almeno di categoria ffp2) e pannelli divisori in plexiglas per garantire ai collaboratori scolastici maggiori tutele rispetto al distanziamento dall’utenza nei corridoi.
  5. che sia predisposto l’accesso veloce ai tamponi per studenti e personale della scuola, con controlli periodici;
  6. che ai lavoratori della scuola venga garantito un rapido accesso al piano vaccinale.

 

Francesca Di Marco, Valentina Marsili, Sandro Forcesi, Laura Caliccia, Monica Filippella, M. Grazia Isopi, Lucia Battinelli, Nadia Casali, Angela Ianni, Alessia De Fausti, Paola Pizii, Antonella Ruggiero, Silvia Masci, Giovanna Necci, Patrizia Cipolloni, Enrico Fagioli, Stefania Zaccarin,  Maria Drigo, Paola Ricci, Fabio Verduci, Vincenzo Scaloni, Daniela Moauro, Antonella Leoni, Cristiana Marcosano Dell’Erba, Stefano Pepe, Calogero La Paglia, Paola Calvetti, Umberto Ruvolo, Francesca Smargiassi, Amelia Gravina, Flavia Calvesi, Rosa Rita Dardo, Marcello Tarquini, Tiziana Vallocchia, Simona Virgili, Maria Rosaria Ventura, Danilo D’andrea, Federica Loi, Silvia Borgognoni, M. Letizia Urciuoli, Monica Spanò, Maria Galli, Francesca Penserini, Letizia Del Bue, Gennaro Serra, Daniela Maestripieri, Fiorella Fausta De Vito, Marina Ciaccio, Margherita Lauria, Bianca Maria Troisi, Donatella Pazzaglia, Lorella Contini, Julian E. Sarria, Francesca Ciampini, Loredana Vozzi, Alessandra Scotti, Raffaella Anconetani, Iole Piu, Roberta Ridolfi, Francesca Scrivano, Simona Cicconi, Silvia Bucciarelli, Danila Bellino, Emanuela Perrone, Filomena De Leo, Alessia Todaro, Mirella Grispigni, Flavio  Governatori, PierLuigi Censi, Cosima Ancona, Simone Ruocco, Nazarena Prestanicola, Dino Donati, Anna Maria Gramignano, Sandro Volpicelli, Giovanna Pizza, Giovanni Ferraro, Veronica Cipriani, Anna Vivian, Andrea Camusi, Anna Abate, Pierina Iavarone, Alessandra Grossi, Davide Mazzotta, Luigi Molezzi, Laura Serino, Cristina Ridolfi, Alma Battaglia, Mariella Dell’Oro, Ludovica Palermo, C. Signani