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Lettere

Museo Egizio di Torino, una denuncia

Vorrei raccontare una breve storiella capitata a due classi quarte della Scuola Elementare statale Vittorino da Feltre di Torino, in una delle quali insegno.

Qualche giorno fa siamo andati, quattro insegnanti e gli alunni, a visitare il Museo egizio, ormai gestito da privati.

All’arrivo alla cassa hanno fermato la collega e me adducendo la giustificazione che la scuola non aveva pagato la quota prevista di 209 euro e in nessun modo hanno ascoltato la nostra richiesta di non fermare le due classi e di chiarire con la segreteria del nostro istituto il malinteso.

La discussione è continuata per circa mezz’ora, mentre ovviamente le classi attendevano perdendo la mezz’ora stessa di visita ai reperti esposti. Devo dire che ci siamo anche stupite dei toni con i quali ci hanno trattati e della totale indisponibilità a prendere in considerazione l’invito della nostra segreteria scolastica, che nel frattempo avevo contattato, a regolare la questione il mattino successivo.

In breve, dopo queste piacevolezze hanno chiamato la «responsabile» (suppongo amministrativa) che non ha mutato le condizioni a nostro favore e ha lasciato tranquillamente che le insegnanti pagassero con bancomat personale la cifra dovuta.

Peccato che il mattino dopo abbiamo scoperto che la scuola non aveva pagato perché, secondo i dettami delle recenti leggi, deve ricevere da chi eroga il servizio fattura per poter saldare il dovuto. Tale fattura non era mai stata inviata dal Museo alla scuola…

Questo dimostra come le gestioni private della «cosa pubblica» siano migliori di quelle statali, talmente «efficienti» da privare dei bimbi delle attività cui hanno diritto e che le loro famiglie hanno già pagato!

Del resto la gestione del suddetto Museo è affidata alla famosa Cooperativa R.E.A.R., sì, sì, proprio quella presente al Museo del Cinema, che con le sue politiche scorrette nei confronti dei propri lavoratori aveva indotto il noto regista Ken Loach a non ritirare il premio del Torino Film Festival, finché i lavoratori non avessero avuto condizioni giuste e non fossero stati reintegrati i licenziati che avevano promosso le lotte.

Manuela Anselmo, Carla Alesiani
Insegnanti I.C. Vittorino da Feltre, Torino

  • Valentina Porcheddu

    Comprendo l’amarezza e la rabbia delle insegnanti. Trattandosi di bambini, la cooperativa avrebbe potuto dimostrarsi più tollerante nel risolvere il disguido senza che le classi venissero penalizzate. Però, mi pare di rilevare una certa inefficienza anche da parte della segreteria delle scuola coinvolta. Se il pagamento non era stato effettuato, perché autorizzare l’uscita delle classi? A giudicare dall’accaduto non c’è stata comunicazione tra le insegnanti e la segreteria. Dunque, le responsabilità vanno almeno condivise tra le due istituzioni, scuola e museo.