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Lettere

Morire nel vuoto

Mi riferisco all’articolo di Sarantis Thanopulos «un ragazzo muore nel vuoto» su «il manifesto» di sabato 25 febbraio. Complimenti (per quel che valgono) a Thanopulos! Non tanto per aver scritto chiaramente «L’uso di droghe leggere non è di per sé propedeutico all’uso di droghe pesanti», precisazione quasi ovvia, ma che fa pur sempre bene ribadire.

Ma soprattutto per la precisione e la profondità di altre due considerazioni: quella per cui una nostra pretesa «buona fede» personale si identifica in realtà tante volte con una «cattiva fede collettiva», e l’annotazione sul predominio di «una cultura – accolta passivamente da tutti – di un interventismo sociale che invade le relazioni famigliari».

Ma complimenti ancora di più per la scelta in sé, di dedicare un articolo a questo episodio, a due settimane da quando è accaduto, e già risulta – secondo un’inveterata abitudine giornalistica, dopo il clamore di un paio di giorni al massimo – dimenticato.