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Lettere

Lettera di Rynair, «il nostro equipaggio è in ottime condizioni»

Le affermazioni riportate [su Alias sabato 17 giugno] sono false. L’equipaggio di bordo di Ryanair guadagna fino a € 40.000 p.a. e gode di ottimi termini e condizioni, inclusa la sicurezza sul posto di lavoro, un accordo retributivo quinquennale recentemente introdotto con aumenti salariali garantiti, un turno di 5 giorni lavorativi e 3 di riposo (un weekend di ferie ogni settimana), un massimo di 900 ore di volo p.a. secondo i termini di legge (solo 18 ore settimanali), vantaggiose commissioni di vendita che aumentano ulteriormente la retribuzione, formazione gratuita, malattia pagata e un contributo annuo per l’uniforme fino a €425. Per questo motivo abbiamo attualmente una lista di attesa di oltre 3.000 giovani che sperano di entrare a far parte dell’equipaggio di Ryanair, in un momento in cui altre compagnie aeree stanno riducendo posti di lavoro, salari e pensionamenti. Ryanair si rapporta al personale a contratto così come molte altre compangie aeree e tutte le procedure di impiego di Ryanair sono completamente legali. Rynair

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Nonostante l’iniziale accusa di «falsità», Ryanair non smentisce l’inchiesta. Ad esempio, quale «personale di bordo guadagna fino a 40mila euro»? Forse i piloti? O i lavoratori assunti direttamente e non attraverso le agenzie di recruitment?
Anche fosse, si tratta di una minoranza. Che almeno loro abbiano malattia pagata, formazione gratuita e rimborso della divisa è auspicabile. Per tutti gli altri, cioè la gran parte reclutata «attraverso Crewlink o Worforce International», la realtà lavorativa è quella descritta. Contratti di tre e non cinque anni. Trenta euro al mese, durante i primi dodici, come spese per la divisa. Formazione iniziale obbligatoria a carico del lavoratore (fino a 4.200 euro, come riportato sul sito di Crewlink). Turni molto più lunghi delle ore effettivamente volate. Malattia non pagata. Del resto, se non esiste un fisso ma vengono retribuite solo le ore di volo, come potrebbero essere stipendiate quelle di malattia? Vero che il rosterprevede cinque giorni di lavoro e tre di off, ma l’articolo non sostiene il contrario.
Le affermazioni della compagnia, dunque, non intaccano l’impianto dell’inchiesta, che è costruita attraverso la descrizione delle dinamiche del mercato del lavoro, il racconto delle condizioni offerte nei recruitment days e le testimonianze di tre ex-lavoratori.

Giansandro Merli