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Lettere

Le vere fake news. Che producono guerre

Le cosiddette fake news stanno diventando un’altra arma di distrazione di massa?

Alla trasmissione L’aria che tira, de La7, il deputato Andrea Romano del Partito democratico ha detto, testualmente (il link non è difficile da trovare): “La Nato, l’organizzazione internazionale che ci tutela in qualche modo dal punto di vista militare, è da qualche anno che investe soldi contro le fake news, non tanto per fare censura ma perché esse rappresentano uno strumento di conflitto geopolitico normalmente organizzato dalla Russia. O addirittura qualche giorno fa è venuto fuori che anche il Venezuela, che c’ha i suoi guai, era coinvolto nei motori di fake news”.

Tralasciamo la fake news sul coinvolgimento del Venezuela nelle fake news: giorni fa il sito venezuelano Mision verdad aveva al contrario smascherato i finanziamenti statunitensi (Usaid, Ned, Dip. di Stato e Dip. della difesa) a chi poi produce bufale sul Venezuela, per l’appunto.

Tralasciamo anche l’eufemismo con il quale Romano definisce la Nato: una specie di Madre Teresa, però più efficace nel proteggerci sotto il suo manto.

Ma che della Nato si dica che combatte presunte fake news, è davvero un po’ troppo forte. Visto che quell’organizzazione e i suoi Stati membri, di menzogne ne producono in quantità. Anche di recente. E sono fake news mortali, perché legittimano la partenza dei bombardieri e li alimentano come del kerosene. Il caso diretto della Libia e indiretto della Siria è paradigmatico.

Sembra che adesso, con tutte queste pseudo-fake news in giro, si sia perso il senso e il ricordo delle vere e tremende fake news… le menzogne guerrafondaie.