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Lettere

La protesta degli studenti medi

La protesta degli studenti Nell’ultimo mese a Roma si sono susseguiti episodi di repressione in tutte le scuole che si sono mobilitate. Eppure la mobilitazione è giusta se pensiamo a quello che la Buona Scuola ci propone (andare a lavorare gratis in grandi aziende, far prendere decisioni solo al preside) e qual è nello specifico la situazione tragica dell’istruzione pubblica.

Due esempi romani: all’istituto Cattaneo a Testaccio è crollato il soffitto del bagno, mentre il liceo artistico Caravillani è stato chiuso una mattina perché considerato inagibile, ora gli studenti fanno lezione al Mamiani nel pomeriggio, mentre si cerca un’altra sistemazione.

Insomma, la scuola pubblica cade a pezzi e quando si prova a farlo sentire si viene sgomberati e denunciati.

Al Morgagni le forze dell’ordine sono entrate di notte, filmando gli studenti, urinando sui muri del cortile, facendo uscire i ragazzi.

F., studentessa del Liceo Machiavelli con sede a San Lorenzo (un quartiere di Roma, ndr) racconta: «Le forze dell’ordine sono intervenute con la violenza, pima calciando il portone d’ingresso, poi scavalcando e rompendo la porta a vetri, siamo stati sgomberati e si è deciso di fare una nuova assemblea straordinaria per parlare dell’accaduto».

Altre volte invece la repressione è arrivata dagli organi interni delle scuole: al Montessori c’è stata un’occupazione di una settimana e a dirci quali sono state le conseguenze è M., studente di 17 anni: «Appena siamo tornati a scuola ci son piombati addosso ben 60 provvedimenti disciplinari, perché oggi se si occupa una scuola per chiedere delle risposte rispetto a questioni interne e per denunciare politiche sbagliate, quello che accade è questo».

F., studentessa del Vittoria Colonna, ci racconta invece come la sera del 18 novembre, in una protesta degli studenti, «hanno portato via 4 ragazzi che non avevano fatto assolutamente niente».

La mattina del 20 dicembre saremo in piazza e arriveremo fin sotto la prefettura, e ci dovrà ricevere, perché vogliamo risposte sulla gestione delle proteste studentesche, vogliamo capire se questo è il modo in cui viene trattato il futuro del nostro paese.

In solidarietà si sono espressi anche diversi artisti tra cui Alessio Spataro e Michele Zerocalcare.

Appuntamento il 20 dicembre alle 9.30 a Piazza Barberini