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Lettere

La didattica a distanza come male minore. La lettera dell’IMS “Giordano Bruno”

Al Ministro dell’istruzione On. Lucia Azzolina

Al Direttore dell’USR del Lazio

Alle OO.SS. sindacali del comparto scuola

Agli Organi di stampa

L’avvicinarsi del 7 gennaio 2021, data prevista per il rientro in presenza (50% dal 7 gennaio e 75% in modo graduale ove sia possibile il raggiungimento) degli studenti delle scuole secondarie superiori e le oscillazioni del numero di casi positivi sui tamponi effettuati quotidianamente, che hanno fatto registrare il 2 gennaio 2021 una percentuale del 17,61 di casi positivi, suscitano nei sottoscritti fortissime perplessità sulla necessità di questa scelta e sull’adeguatezza delle misure previste per la sua realizzazione.

Come docenti e lavoratori dell’IMS “Giordano Bruno” siamo consapevoli che la scuola è il fondamento di ogni società che voglia assicurare un futuro degno di questo nome ai propri giovani cittadini, tanto più in una fase storica gravida di incertezze in cui il principio di uguaglianza è messo pesantemente in crisi dalle disparità economiche e culturali che si approfondiscono invece che attenuarsi. E’ per questo che riteniamo che una scuola degna di questo nome non si possa che svolgere in presenza.

La realtà dei fatti ci ha però messi di fronte ad una condizione inedita per le generazioni attualmente viventi nel nord del mondo.

Da circa un anno si è diffusa la pandemia da COVID-19 che ha limitato oggettivamente le possibilità dei singoli. Non possiamo quindi non prendere atto dei dati relativi alla diffusione della pandemia e della condizione emergenziale che questa ci impone. Per questo pensiamo che si debba ragionevolmente pensare di mettere in atto le condizioni meno invasive per continuare a garantire un decente diritto allo studio che permetta alla scuola nel suo insieme di ottimizzare tutte le proprie risorse al fine di proseguire il dialogo educativo anche con gli strumenti che sono stati messi in atto a partire dagli ultimi mesi dell’a.s. 2019/’20 fino ad oggi.

Le linee Guida elaborate dal M.I. per il corrente a.s. hanno introdotto una serie di misure tese a mettere in sicurezza lo svolgimento dell’attività didattica in presenza, che si è potuta svolgere fino al mese di ottobre 2020 nella modalità DDI mantenendo in presenza, in maniera alternata, solo una parte del gruppo classe a causa della limitata capienza delle aule e comunque scaglionando in ogni istituto gli orari di ingresso delle classi, che hanno avuto 2 diversi turni di entrata e di uscita.

Il significativo aumento dei contagi ha indotto il governo italiano ad emanare il DPCM del 5 Novembre 2020 che ha previsto la DAD per tutti gli Istituti di Istruzione secondaria superiore; tale misura è stata confermata dal DPCM del 3 dicembre 2020 che tuttavia ha previsto il rientro anche delle classi delle scuole superiori in presenza a partire dal 7 gennaio 2021.

Ai Prefetti e alle Regioni è stato affidato il compito di rendere operativa tale misura prevedendo la riorganizzazione del trasporto pubblico in modo da evitare assembramenti e sovraffollamento dei mezzi di trasporto.

A tale scopo il documento operativo del Prefetto di Roma

Prot. n. 450842 del 24 dicembre 2020

Dispone che

  • le competenti amministrazioni regionali e capitoline del trasporto pubblico locale dovranno portare ad esecuzione entro il giorno 4 gennaio 2020, secondo i rispettivi ambiti di competenza, quanto previsto nella relazione tecnica, secondo le modalità ivi contemplate;

  • gli istituti scolastici secondari di secondo grado rimoduleranno la propria offerta attenendosi ai seguenti criteri:

      1. individuazione di due fasce orarie di ingresso per gli studenti, alle ore 8:00 e alle ore 10:00;

      2. limitazione della percentuale di ingresso degli studenti al 40% nella prima fascia delle ore 8:00 e al 60% nella seconda fascia delle ore 10:00;

      3. pianificazione dell’attività didattica in presenza su cinque giorni settimanali, a fronte di un’apertura dei plessi dal lunedì al sabato al fine di giungere ad una ulteriore riduzione giornaliera del flusso degli studenti, calcolata sul 75% del rientro in presenza, di circa un sesto così da far fronte, per ogni singolo giorno di attività scolastica, ad un complessivo bacino di utenza degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado di circa il 62,5%; nella giornata del sabato si potrà se ritenuto funzionale permettere l’ingresso di tutti gli studenti in un’unica fascia oraria delle 8:00

Alla luce di queste premesse e posto che ogni Istituto ha le proprie specificità, che non emergono dai dati generali, i sottoscritti propongono le seguenti osservazioni:

– il rientro in presenza parziale alle attuali condizioni non è stato preceduto da motivate ragioni di ordine didattico e culturale che giustifichino il rischio di andare incontro al contagio che il movimento della popolazione soprattutto in età adolescenziale comporta;

– il rapporto tra i tamponi effettuati ed il numero dei casi positivi il 23 ottobre 2020 (epoca in cui sono state intraprese le misure restrittive autunnali) era pari all’11% (19.143 casi), il 3 gennaio 2021 è pari al 13,8% con 14.245 nuovi casi;

  • l’IMS “Giordano Bruno”, costituito da due plessi distanti l’uno dall’altro, collocato nella periferia nord-est del Comune di Roma, mal servito dal sistema di trasporto pubblico, raccoglie un bacino di utenza proveniente dalla fascia peri-urbana più alto di altri istituti grazie alla presenza degli indirizzi musicale, delle scienze umane e LES, molto meno diffusi nel territorio cittadino rispetto al ad altri indirizzi liceali;

– molti studenti e i loro familiari sono particolarmente preoccupati per i rischi di contagio legati agli spostamenti, in quanto sono piuttosto numerosi gli studenti che, solo in caso di ingresso entro le 8:00/8:30, possono usufruire di un passaggio da parte di un genitore che si reca al lavoro, mentre in caso di ingresso posticipato sarebbero costretti a servirsi dei mezzi pubblici;

– gli studenti delle cinque classi del liceo musicale svolgono un orario settimanale di 32 ore, 27 delle quali durante la mattina, mentre le 5 ore restanti vengono svolte nel pomeriggio con lezioni individuali di strumento per le quali è necessario l’utilizzo di un numero molto elevato di aule; qualora dovesse realizzarsi il piano di scaglionamento previsto dal documento operativo del Prefetto, si rischierebbe di compromettere la possibilità di frequenza degli alunni della fascia oraria che va dalle 10:00 alle 15:30;

– molti docenti sono impegnati su più plessi dell’istituto e/o su altri istituti;

– l’organizzazione dell’orario didattico è stata modificata più volte per dare seguito alle diverse disposizioni normative al fine di contemperare tutte le esigenze educative e didattiche, legate anche alla necessità di rimodulare gli orari di servizio degli insegnanti di sostegno e degli assistenti specialistici assegnati ai numerosi alunni con disabilità (alcuni dei quali sono molto gravi e necessitano di assistenza continua);

un’ulteriore riorganizzazione su 5 giorni comprendendo anche il sabato comporterebbe nei due scaglioni un max di 5 ore e 30’ giornaliere (in luogo delle 6 attuali su trenta ore settimanali) rendendo pressoché impossibile un’articolazione coerente ed equilibrata dell’orario tra i docenti e le discipline con pesanti ripercussioni sull’efficacia dell’attività didattica

il secondo turno dovrebbe terminare alle 15:30, che significherebbe un rientro a casa a metà pomeriggio compromettendo sia la regolare assunzione del pasto (che qualora debba avvenire a scuola diventerebbe un’ulteriore occasione di contagio, oltre che un motivo di alterazione dell’attività didattica), sia lo studio pomeridiano ed il ritmo studio- svago-riposo, con inevitabili ricadute sugli apprendimenti e sulla qualità della vita in generale (il tempo sottratto allo studio pomeridiano ovviamente non può essere recuperato con l’entrata posticipata alle 10:00)

– nei mesi invernali normalmente si intensificano le patologie respiratorie di tipo influenzale e, d’altra parte, diventa più complicato garantire la necessaria areazione dei locali e un adeguato ricambio d’aria

– nei giorni scorsi è iniziata la vaccinazione anti covid, che non è previsto interessi a breve il personale della scuola (solo da marzo 2021 ne è prevista la somministrazione alla popolazione che ha più di 60 anni) né per il momento ne è prevista la somministrazione ai ragazzi al di sotto dei 16 anni;

– nessuna misura ulteriore, (ad esempio la somministrazione periodica di tamponi e la rilevazione obbligatoria della temperatura) oltre alle mascherine e al distanziamento, è stata individuata per garantire la sicurezza del personale docente (mediamente più anziano rispetto agli altri paesi europei) e non docente che lavora nella scuola.

– in altri paesi europei, che avevano saggiamente privilegiato, rispetto agli altri servizi, la didattica in presenza anche nelle scuole secondarie, sta aumentando il contagio.

Ci chiediamo quindi se non sia più ragionevole pensare che il rientro a scuola in presenza, seppure parziale, abbia bisogno di dati più certi e oggettivi e che il piano delle vaccinazioni raggiunga una percentuale più elevata di cittadini in modo da ridurre significativamente le possibilità di contagio.

Allo stato attuale ci sembra quindi che proseguire con la modalità a distanza, almeno fino al termine del primo quadrimestre sia il male minore.

Seguono le firme :

Sandra Rusca

Stefania Valli

Anna Maria Lastoria

Livia Foffano

Anna Pilozzi

Florinda Maiello

Luisa Badolato

Francesca Mossini

Evelina De Nardis

Francesca Fasulo

Elena Paroli

Oriana Giuliani

Rita Renzi

Patrizia Tiberio

Concetta Di Lunardo

Simona Bonomo

Barbara Laudando

Marco De Angelis

Adelaide Colangelo

Roberta Morodei

Maria D’Orazio

Gabriella Checchia

Nunziata D’Aquino

Francesca Spatari

Alessia Sipione

Sandra Montanari

Gilda Di Nardo

Caterina Lomonaco

Valentina Riga

Rita De Felice

Codruta Corovei

Sonia Mercurelli

Luisa Borri

Paola Albamonte

Massimiliano Babusci

Cinzia Capriglione

Donatella Damiano

Lorena Dell’Uomo

Giuseppina Santoro

Concetta Incannò

Mariangela Smacchia

Maria Elisabetta Giannini

Marina Lumia

Elisabetta Micucci

Antonio Scrocca

Francesco Aloisi

Anna Maria Guadagni

Isabella Petrucci

Elena Berti

Daniela Casani

Orietta Palone

Nella Colomba Scenna

Paola Donato

Maria Grazia D’Ambra

Daniela Colabuono

Daniela Tortonese

Nicoletta Arcuri

Giuseppina Sacchetti

Laura Gallo

Lorenzo Silvaggi

Maurizio Mottolese

Loredana Quinto

Alessandro Polito

Maria Grazia Casamassima

Maria Antonietta Farabullini

Marina Cruciani

Debora Brizi

Antonietta Ussia

Martina Turriziani

Arianna Casali

Valeria Amore

Sabina Sargenti

Anna Maria Trozzo

Maria Lorentz

Adriana Cherubini

Patrizia Porri

Vincenzo Bitti

Adelaide Coluccio

Nicole Esposito

Clara Falzi

Veneranda Clara Cipullo

Elisabetta Mellace

Maria Rosaria Cipullo

Domenico Cannata

Emanuela Maccotta

Francesca Farina

Francesco Innocenzi

Flora Albano

Regina Cristiano

Alessandra Lombardi

Maria Luisa Barreca

Danilo Poggiogalli

Annarita Arena

Marcella Calvagno

Ilaria Prasca

Marco Raimondo

Lea Filomena Menna

Graziano Nori

Alberto Caponi

Gaetano Stella

Angela Rondinelli

Roberta Flaminio

Alessandra Cirillo

Francesca Piscioneri

Tiziana Savo

Maria Paola Fiorentino

Patrizia Monti

Maria Grazia Leotta

Giuseppina Vasta

Roberta Trombetta

Raffaele Filaci

Monica Masdea

Elena Bignami

Camilla Gaetani

Paola Tinghi

Sonia Paoletti

Rita Tundo

Luigi Volpetti

Iole Costanzo

Sabrina Lodi

Claudia Celsi

Antonio Norelli

Maria Pia Moreschini

Sandra Lo Calzo

Rita De Santis

Monica Vanni

Monica Vanni

Alessia Castucci

Fulvia Costantini

Tania Macale

Pasqualina Dimasi

Rosario Groos