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Lettere

Imu e rendite catastali, il grande imbroglio

Diaologo tra (simpaticamente) coatti in zona periferica di Roma: “A bello! Stasera te invito ner mio castello de lusso ar Tufello, 70mq.!!!, pago ‘na cifra de Imu, artro che Berlusca! So’ ricchissimo e contento de pagà! C’è chi c’ha! No quei pori quattro poracci morti de fame che abiteno a Piazza Navona co’ quattrocento metri quadri, come dice Fassina, e so’ poracci che manco pagheno l’Imu come me!

A morti de fame! a abitanti de Piazza Navona morti de fame che nun pagate manco l’Imu pe’ quanto vargheno poco li vostri appartamenti accatastati A5! Tutti invitati nella mia reggia ar Tufello, che la pago ‘na cifra! So mejo de Jei Ar!

Viva l’Imu che m’ha riqualificato casa”.

La mia casa, (ex casa popolare) in zona periferica, ha scritto sul contratto originario di vendita “casa non di lusso”.

Però, stranamente, ho pagato oltre mille euro di Imu. E la pagherò, se la proposta del PD e scelta civica passa, come altre case in periferia certamente non case di ricchi né di lusso; semplicemente case “a Roma” che, come in tutte le altre grandi città, sono accatastate con valori dieci volte più alti che nei restanti piccoli centri e paesini; case di normali lavoratori e, tanto più grandi le case, forse, tanto più di famiglie con più bambini e più problemi, soprattutto se i proprietari hanno perso il lavoro e se devono, come me, pagare un mutuo.

Allora dicessero che, giusto o meno, prendono i soldi dove possono – pena sequestro Equitalia – e non che, come diconno loro, fanno pagare super ricchi, castelli, ville stratosferiche.

Qui, 60mq. alla Bufalotta, superano i 750 euro di valore catastale. In piccoli paesi della Toscana, il più ricco del paese non arriva alla soglia di 750: i valori catastali sono un decimo. Questi, ricchi o meno, costituiscono il 70% della popolazione che, a detta di Scelta Civica, non pagheranno l’Imu. Il 30% sono i poveracci, non certo ricchi, che hanno la ventura di abitare e, magari, lavorare se ci riescono, o sono in pensione, se ci riescono, in grandi città. Vogliono farci trasferire tutti nei paesini e prendersi loro le nostre case, come quelle al centro storico di Roma ormai prese tutte dagli uffici dei politici, salvo veri enormi ricconi? E quelle magari non pagano perché risultano con valore catastale inferiore alle case popolari.

Ma tutto questo è un discorso senza senso: infatti in Italia, a parte le gabelle per salvare le banche e la finanza, il sistema impositivo è incentrato sul prelievo sul reddito e non sul patrimonio. E’ chiaro quindi che qualsiasi bene un impiegato o un pensionato abbia acquistato, lo avrà acquistato (col mutuo) coi soldi già tassati alla fonte, sul reddito; allora che c’entra, poi, ritassare di nuovo tali patrimoni acquistati con soldi già tassati? Cercassero gli evasori!

Che significa: “paghi chi può e no chi non può? Ma che solo perché uno può deve pagare senza motivo? Che sull’autobus chi “può” paga il biglietto e chi non può viaggia gratis? Ma cos’è questa approssimazione?

Vuol dire solo che i cittadini tacciati di essere ricchi quando non lo sono e presi per i fondelli ulteriormente, vengono semplicemente ricattati pena il sequestro della casa, peraltro di proprietà, in un certo senso, della banca che ha concesso il mutuo ed ha ipoteca sulla casa.

Quindi in un sistema impositivo sul reddito come il nostro non dovrebbe proprio esistere una tassa sulla casa; semmai, come da Costituzione, che prevede che “veramente” si paghi in base alle possibilità, dovrebbe essere innalzata la progressività, e non la proporzionalità, del prelievo fiscale in maniera più progressiva, a partire da zero per i redditi più bassi, dei prelievi fiscali sul reddito. Ovvero abbassata per i redditi bassi e medi e innalzata per quelli alti in maniera più progressiva. Chiaro che fare ciò porterebbe enormi e eque entrate ma è chiaro anche che sarebbe un autogoal per i ricchi politici e per chi li tiene sulle poltrone; sarebbe un autogoal anche per ricchi giornalisti. Quelli ricchi.

Da qui la frase di molti di tali esponenti nei talk shows: “io sono contento di pagare l’Imu”. Sei contento sì, altrimenti pagheresti molto più salato un equo progressivo aumento dell’Irpef sul reddito.

E continuano a pagare sempre gli stessi: medio basso reddito.

Peraltro in Italia, a differenza degli altri Paesi, all’acquisto della casa, già si paga di fatto, con l’imposta di registro (si chiama così?) dal 3 all’8% del valore dell’immobile. Visti i prezzi a Roma, dai 15000 ai 40000 euro per una casa di 500000 euro. Hai quindi già pagato salatamente una Imu anticipata per tutto il resto della vita, cosa che non mi risulta esista in altri Paesi. E adesso ci dicano che a Roma, con 500000 euro, ci compri un castello o una villa o una casa di lusso.

Sono capaci di tutto.

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