closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Lettere

Gli stop and go non servono alla scuola

Noi docenti del Liceo Scientifico Statale “Augusto Righi” sottoscriviamo le mozioni dei colleghi del Liceo Tasso e di numerose altre scuole di Roma e provincia, riguardanti le modalità di ripresa dell’attività didattica prevista per il 7 gennaio 2021.

Esprimiamo a tale proposito la nostra profonda preoccupazione: vogliamo tornare il più presto possibile alla didattica in presenza – perché la didattica per essere tale ha bisogno del contatto de visu, non attraverso uno schermo, tra docente e discente – ma in condizioni di sicurezza che al momento attuale non sembrano garantite. La nostra scuola, come molte altre, fin dall’inizio dell’anno, ha seguito rigidamente i protocolli di sicurezza, limitando così i contagi al proprio interno, tuttavia rimane irrisolto il nodo fondamentale che è alla base della diffusione del contagio, ossia il mancato potenziamento del trasporto pubblico.

Vogliamo tornare a scuola ma, come scrivono i colleghi del Tasso, «per rimanervi sino alla fine dell’anno scolastico che ha una sua scansione precisa e definita. I tempi dell’apprendimento e della verifica necessitano di una programmazione di lungo periodo, che solo la turnazione in presenza limitata e prudente ma CONTINUA può assicurare. Gli “stop” allo 0% e i “go” al 75% non servono alla scuola, a chi la costruisce e la abita, ma solo alla propaganda politica e ideologica.»

Esprimiamo inoltre il nostro dissenso, sia nel metodo che nel merito, a proposito dell’intesa raggiunta nel Lazio tra Prefettura e Ufficio Scolastico Regionale attraverso la nota del 24 dicembre 2020. Nel metodo, perché si tratta evidentemente di scelte fatte da chi non vive ed opera nel mondo della scuola, non ne conosce e non ne comprende i problemi, le specificità, le necessità. Quanto al merito dei provvedimenti, gli ingressi scaglionati in due fasce orarie si limitano, ancora una volta, a scaricare sulla scuola le criticità derivanti dal mancato intervento sul potenziamento del trasporto pubblico. Lungi infatti dal risolvere i problemi, essi ne creano al contrario altri, in quanto costringono a costruire, per l’ennesima volta e in poco tempo, un sistema molto complesso e poco funzionale dal punto di vista organizzativo, con notevoli ricadute negative sulla qualità della didattica: data l’assenza di mense nelle scuole superiori, obbligano di fatto studenti e docenti a saltare il pranzo; impediscono lo studio pomeridiano, compromettendo così il consolidamento degli apprendimenti; rendono difficoltosa la sanificazione dei locali scolastici, considerando anche che la maggior parte del personale ATA in servizio nel nostro Istituto proviene da altra regione; data la mancanza di spazi adeguati, costringono i docenti ad assembrarsi nelle numerose ore “buche” in spazi non idonei; rischiano di sovrapporsi agli orari di uscita pomeridiana degli uffici. Inoltre, i numerosi e cogenti vincoli – quali ad esempio, l’orario d’uscita non oltre le 15.30 per il secondo turno o le lezioni fino al sabato ma su classi che ruotano su 5 giorni – rendono di fatto impossibile l’organizzazione del tempo scuola.
Altri, a nostro avviso, avrebbero dovuto essere gli interventi necessari a garantire condizioni di sicurezza per lo svolgimento dell’attività didattica in presenza, a partire dall’inizio dell’anno scolastico lo scorso settembre: pensiamo in primo luogo alla riduzione del numero di alunni per classe – che avrebbe tra l’altro consentito una migliore qualità dell’offerta formativa – e al conseguente necessario reclutamento di nuovi docenti; alla messa a punto, da parte delle istituzioni preposte, di un efficace sistema per la tutela della salute di tutto il personale scolastico; al potenziamento infine del trasporto pubblico, intensificando le frequenze degli autobus ed istituendo autobus dedicati.

Alla luce di quanto sopra, chiediamo pertanto di:

posticipare di qualche giorno l’inizio delle attività didattiche in presenza, per consentire alle scuole di organizzarsi;

prevedere una didattica in presenza al 50% almeno fino a quando la situazione epidemiologica non permetterà di aumentare la percentuale al 75% in condizioni di sicurezza;

consentire l’ingresso a scuola in fascia unica;

sul piano delle politiche sanitarie, prevedere l’accesso prioritario ai tamponi e alla vaccinazione per il personale scolastico.

Rita Antonini, Claudia Antonucci, Giovanna Astorino, Lucia Avetta, Antonio Domenico Ballarò, Stefano Bartoccini, Maria Chiara Bertini, Gabriella Bertolini, Francesco Maria Bonifazi, Paola Bosio, Germano Buccilli, Anna Cappello, Roberto Carloni, Carolina Carriero, Maria Pia Catalano, Maria Costantina Cericola, Elisa Cerocchi, Rossella Cianciulli, Marco Ciccarella, Federica Coletti, Alessia Corti, Elisabetta Crosta, Giusy Cucari, Mauro Cuccoli, Carlo D’Alessio, Rosa Anna D’Angelo, Gian Luca De Angelis, Leonardo De Angelis, Carmela De Simone, Elena Del Gallo, Sara Dell’Orso, Lucia Di Donato, Anna Di Febbo, Albina Di Flavio, Amalia Di Maio, Silvia Di Scala, Claudia Fantaccione, Alessandra Ferrara, Gaetano Fiorani, Miriam Fioravanti, Paolo Fiscon, Sergio Foglietta, Manuel Franchina, Valeria Garrassini Garbarino, Sergio Ghio, Romana Giaffei, Augusta Gramolini, Paola Grelli, Stefano Guadagni, Leonardo Guetti, Alessandra Iaiunese, Mariagrazia Imbesi, Concetta Ioppolo, Susan Langerfeld, Antonio Lanza, Emanuela Luce, Stefano Masini, Daniela Massimiani, Michela Mastroddi, Andrea Megna, Paola Menichelli, Giovanna Musilli, Silvia Nardi, Luisa Maria Nebbia, Lorenzo Nota, Maria Grazia Palutan, Irene Paniccia, Giorgia Parlato, Alessandro Parodi, Manuel Pascasi, Claudio Perticaroli, Maria Carla Petrella, Claudia Pianigiani, Franco Pignatti, Claudio Polticelli, Armando Riccardi, Francesca Rinaldi, Giuseppa Santagati, Francesca Santese, Francesca Sartogo, Stefano Savastano, Livia Scolari, Valentina Sebastiani, Raffaella Sforza, Andreina Silvestri, Chiara Stocco, Maria Francesca Strano, Salvatore Taliento, Aurora Tigano, Stefania Torcè, Mara Udina, Vito Vinciguerra, Alessandra Luisa Zeloni