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Lettere

“Fatti non foste a viver come bruti”. Il flashmob dell’Arci

Arci Milano, Lodi, Monza Brianza organizza un presidio – nel pieno rispetto delle norme igienico-sanitarie – davanti al Teatro alla Scala, luogo simbolo della cultura, per chiedere regole di apertura e chiusura per i circoli equiparate alle equivalenti attività commerciali.

Nel 700° di Dante Alighieri, protagonista del flashmob sarà un verso del sommo:
Fatti non foste a viver come bruti 
ma per seguir virtute e canoscenza, 

formato da un rappresentante di un Circolo per ciascuna lettera.

Da oggi, sulla pagina Facebook di Arci Milano parte una campagna di ritratti di soci e amici di Arci che reggono un cartello con il verso di Dante (qui le foto da scaricare).

Non solo la situazione dei nostri Circoli è allo stremo per il disastro economico dato da oramai un anno di chiusura – ha detto Maso Notarianni, presidente di Arci Milano – noi, confortati da numerosi interventi di psicologi e psichiatri, pensiamo anche che la mancanza di cultura e di socialità sia un danno devastante per la vita concreta delle persone. E i Circoli Arci possono offrire cultura e socialità nell’unico interesse della comunità, proprio perché non sono luoghi costruiti per fare profitto ma per prendersi cura gli uni degli altri”.

Gli oltre 60 Circoli Arci del territorio, con circa 90mila soci, hanno chiuso prima dell’inizio del lockdown dello scorso anno, proprio perché consapevoli del rischio pandemia. Poi si sono attrezzati per poter riaprire in sicurezza, ma una circolare del ministero degli Interni ne ha vietato e ne vieta tuttora la riapertura nonostante molte delle attività commerciali equivalenti (come i corsi individuali o i servizi di ristorazione) abbiano potuto riprendere anche solo parzialmente le attività.

Con il progetto AiutArci a Milano – che con Milano Aiuta ha guadagnato la Benemerenza Civica del Comune di Milano – oltre ottocento volontari hanno fornito decine di migliaia di pacchi alimentari, spese e dispositivi di protezione a chi era in difficoltà nel corso del 2020.

 

“UN ANNO DOPO: RISPONDIAMO INSIEME ALLA PANDEMIA

È passato un anno dall’inizio della pandemia.
È arrivato il momento di dare una risposta efficace che affermi la centralità della socialità e della cultura come strumenti indispensabili per reagire alla crisi pandemica.
Accanto al disastro dei tagli al Servizio Sanitario Nazionale, da ricostruire completamente, abbiamo assistito a un’inaccettabile colpevolizzazione dei comportamenti individuali dei cittadini e delle pratiche sociali.
Solo i luoghi di lavoro sono rimasti aperti, troppo spesso senza garanzie e tutele per i lavoratori.

 

La pandemia non è un problema uguale per tutti.

Senza socialità una società è ammalata, perché non si può vivere senza relazioni: l’assenza di rapporti fa male alla salute di ciascuno di noi.
È venuto il momento di dire che socialità, cultura, vita di relazione, sono indispensabili pur nelle nuove condizioni che evidenziano lo stretto legame tra questi elementi della vita umana e la tutela della salute di tutti.
Contro la narrazione dominante che contrappone salute a cultura, a socialità, ad educazione, a relazione, crediamo, come circoli ARCI, di avere un ruolo di profonda utilità sociale.
Affermiamo l’urgenza inderogabile della nostra riapertura in sicurezza e della ripresa delle attività.
Insieme a noi la riapertura e la ripresa di attività di tutti gli spazi culturali, artistici e sociali, adesso e subito.

Rifiutiamo la logica dei ristori per tenerci chiusi. 

Forniteci piuttosto strumenti economici adeguati che consentano di riprendere e sviluppare le nostre attività sociali in sicurezza.
Per una società dove sia possibile prenderci cura gli uni degli altri anche e soprattutto in presenza di una pandemia.
Abbiamo messo a disposizione i circoli ARCI per la campagna di somministrazione dei tamponi e dei vaccini.
Abbiamo messo a disposizione i circoli ARCI per la distribuzione e fornitura di pasti ai quarantenati, al personale sanitario, alla protezione civile.
Abbiamo messo a disposizione i circoli ARCI per lo sviluppo di attività educative e ricreative per bambini,   ragazzi ed adolescenti nella fascia 3- 18 anni.
Chiediamo che si possano riattivare le iniziative culturali e corsistiche nel rigoroso rispetto delle norme sanitarie e dei DPCM.