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Lettere

É l’amore che conta

Davvero non avrei mai pensato di dovermi trovare un giorno a difendere Nichi Vendola dalle accuse di classismo e quant’altro, piovutegli sul capo in seguito alla scelta di maternità o paternità, condivisa col suo compagno.

Non l’avrei immaginato giacché io stessa ho sempre rifiutato innanzi tutto il suo catto-comunismo che, nell’accezione classica, com’è tristemente noto, dallo sbarco di Salerno in poi, di compromesso in compromesso, ha sancito la sudditanza dell’Italia al Vaticano.

Ma oggi mi appare davvero puerile l’uso di termini come «maternità surrogata», «sfruttamento», «classismo», «mercimonio umano», e cosìī via, da parte di alcuni giornalisti che dovremmo persino considerare progressisti. La questione denominata Stepchild Adoption mi sembra assai più chiara e semplice di come i nostri politici-giornalisti-benpensanti vogliono lasciarci intendere. Come afferma molto laicamente il noto psichiatra Massimo Fagioli, il concepimento, la gravidanza e infine la nascita sono un mero fatto biologico, circondato e caricato di retorica, ipocrisia e luoghi comuni. Ciò che è essenziale e imprescindibile per il neonato viene dopo ed è il rapporto interumano.

È quindi l’affetto-amore che si prova nei confronti di un figlio ciò che conta e sarà certamente più amato il figlio di Niki Vendola, tanto desiderato, ambito ed ora anche strenuamente difeso (sic!) che non quei troppi sventurati figli «nati per sbaglio», rifiutati già in culla e maltrattati o trascurati dalle numerose famigliole etero-anaffettive.

Direi che è proprio il caso di ripensare la lotta di classe, per collocarla in altri e diversi ambiti, ben lontani dal privato dei liberi cittadini, anche quando questo «privato è politico».

Antonella Pozzi Roma

  • Giacomo Bonavita

    Gent.le Antonella,
    Completamente d’accordo con quel che dice. Ma la mia domanda a Lei : avrebbe usato le stesse parole se, invece di Niki Vendola, si fosse trattato di un politico della destra ?
    E, proprio nell’interese del bambino, non pensa che sarebbe stato più giusto rinunciare a dare in pasto ai media la notizia ? Quello che viene dopo la nascita in questo caso non é certamente atraumatico per il bambino.

  • Alessandro

    Antonella ti condivido pienamente e credo che purtroppo anche molta sinistra debba fare i conti con se stessa (che so a partire da Cremaschi che scrive un breve articolo per Micromega che mi fa letteralmente sobbalzare!) e un sistema concatenato di “valori e credenze” che sinceramente non comprendo più. Ritengo che il ragionamento chiave in tali vicende sia da riferirsi al neonato quando dici : ” È quindi l’affetto-amore che si prova nei confronti di un figlio ciò che conta e sarà certamente più amato il figlio di Niki Vendola, tanto desiderato, ambito ed ora anche strenuamente difeso (sic!) che non quei troppi sventurati figli «nati per sbaglio», rifiutati già in culla e maltrattati o trascurati dalle numerose famigliole etero-anaffettive.” Credo che il problema stia tutto li. Non comprendere che tra il destino del nascituro abbandonato dalla madre, che ha avuto un rapporto sessuale consenziente e non ha effettuato interruzione di gravidanza e che viene poi adottato, e quello riservato al figlio di una coppia omo o etero che sia, tramite maternità surrogata, non vi è alcuna differenza. Entrambe saranno figli solo dell’amore dei genitori che avranno (tralasciando che nel secondo caso o uno o entrambe i genitori sono geneticamente naturali). Questo basta e avanza. …a differenza di ciò che accade in molte famiglie benedette dal sacro vincolo del matrimonio cattolico ! …. con buona pace di chi non comprende la fatica, da premiarsi, di una gravidanza di nove mesi.