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Lettere

Da quando c’è Draghi il disastro è politico

Da quando il nostro Presidente ha pensato che l’uomo della provvidenza, Draghi, fosse, l’uomo per tutte le stagioni, ho assistito ad una escalation di disastri a desta ed a sinistra, ammesso che ce ne sia ancora una. I ministri ed i “suoi”, stimati tecnici, sicuramente esperti e forgiati in Banca d’Italia, hanno significative esperienze, peccato che siano di Confindustria centriche e assolutamente per nulla rinnovatrici.

Quel nuovo modello che Conte aveva portato avanti, partire dal basso per fare sopravvivere le persone, le piccole economie i precari, e non ultimo dare un supporto per giovani e le politiche formative delle future leve, è andato tutto perso, come peraltro la politiche di transizione Green, Conte è stato il migliore Presidente del Consiglio, nonostante la situazione che si è trovato a gestire, oltre ai vari gnomi pagati e spinti da chi non sappiamo, stampa di regime compresa.

Ora in aggiunta a ciò ci siamo ritrovati in questo Agorà al rovescio i Brunetta in compagnia di altri pezzi che speravamo scomparsi, come siringhe usate. Colpisce anche, come direbbero gli inglesi, the last but no the List , questi sottosegretari, ed in top ov it Di Maio liberale e moderato. Il vero problema dopo tutto ciò è la mancanza di una vera e costruttiva opposizione, avrei capito se il 5Stelle avessero creato un Governo ombra ma non hanno capito che entrare in questo Governo rappresenta la loro fine come pecore al macello. Speriamo che almeno come diceva un mia amico e grande architetto Ettore Sottsass; solo il bello ci salverà.