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Lettere

Compagno e guardia giurata

Compagni del manifesto, sono un lavoratore della sicurezza privata (Guardie giurate). Scrivo per dire che siamo considerati soldatini di latta, perché un dirigente di un istituto di vigilanza dice che siamo “omini”. Noi non ci stiamo, ci offende.

Siamo lavoratori e lavoratrici con uno stipendio di 1200 euro con cui manteniamo la famiglia ma non ce la facciamo e facciamo altre ore, immaginate chi fa il portierato ancora meno. Il nostro contratto è scaduto da 5 anni (tra un po’ 6).

Siamo in una giungla e i nostri diritti vengono calpestati. Con il nostro stipendio ci compriamo l’arma per lavorare, che non ci dà lo Stato e, se muore un lavoratore della sicurezza privata non c’è un funerale di Stato. Noi Lavoratori siamo stanchi ma incazzati, siamo esseri umani e non numeri.

Non siamo i giustizieri e compatisco chi vuole esserlo.Vi ringrazio, è raro che un lavoratore di questa categoria vi scriva ma come diceva Gramsci: «Odio gli indifferenti».