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Lettere

Chi ha paura del Valle?

La Fondazione Teatro Valle Bene Comune rappresenta un modello nuovo, frutto di una rigorosa ricerca giuridica e culturale. Un modello diventato un caso di studio in Italia e nel mondo, che non può essere liquidato banalmente come “atto illecito”. Una proposta “imprudente”, questo sì, nata dall’esperienza di quasi tre anni di occupazione, dalla passione e dal lavoro di quanti ne hanno scritto lo statuto con la complicità di artisti, studiosi e cittadini.

Non si tratta di un escamotage per assegnare il Teatro Valle agli occupanti, che mai ne hanno fatto richiesta, ma di restituire realmente il teatro alla città. Non ‘prenderlo per sé’, ma fornire un modello di gestione serio e innovativo aperto alla comunità e alle sue istanze di partecipazione. La Fondazione Teatro Valle Bene Comune non avrà proprietari e sarà animata da tutti coloro che avranno voglia di prendersene cura secondo meccanismi e principi che ne garantiscono democrazia, trasparenza e professionalità.
All’interno di un sistema culturale drammaticamente statico, la Fondazione Teatro Valle Bene Comune rappresenta una via possibile, una sfida che vale la pena raccogliere per rivoluzionare il sistema delle nomine, dar vita ad autentici spazi di creatività, affermare i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori dello spettacolo, mettere in discussione regole che mortificano l’arte.

Ora è necessario da parte di tutti decidere se davvero interessa sperimentare la via dei beni comuni. Soprattutto le istituzioni, e la politica che le presiede, devono scegliere se i beni comuni sono solo materia da usare per vuoti slogan di partito o una modalità emergente di cura e gestione praticata dalle comunità di cittadini e delineata in nuovi percorsi e strumenti di legittimo valore giuridico. Migliaia di artisti, cittadini, lavoratori, intellettuali hanno sostenuto con convinzione e generosità l’occupazione di questi tre anni. Ora è arrivato il tempo di accettare la sfida. Il tempo di contribuire a far crescere insieme un’altra idea di società e di cultura.

Teatro Valle Occupato
invia la tua adesione: teatrovalleoccupato@gmail.com

  • giulio terzaghi

    E tutto iniziò con la chiusura delle scuole e università cattoliche per impedire ai ricchi di comprarsi titoli di studio scadenti. Non era più accettabile tale discriminazione !
    Poi venne impedito anche il business delle scuole e università private per le medesime ragioni.
    In un secondo momento venne stilata una lista di tutti i preti pedofili : le loro foto venivano appese in tutti i locali pubblici dei quartieri ove essi operavano. Se avessero continuato nei loro abusi venivano rapiti per tatuare sulla fronte la loro infamità.
    Ogni domenica davanti alle parrocchie e agli oratori si informavano i cittadini circa i danni irreversibili causati dalla pedofilia, partendo dai quartieri più a rischio.
    Giulio