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Lettere

Caro Bonaccini, la facciamo finita con il gioco delle tre carte?

Dopo due mesi di didattica a distanza quasi totale, arriva la decisione del TAR di sospendere l’ordinanza firmata da Bonaccini che imponeva la didattica a distanza fino al 25 gennaio, pertanto, da lunedì prossimo 18 gennaio gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado dovrebbero tornare in classi alternate in funzione delle percentuali al 50%.

Bonaccini probabilmente spera che a breve l’Emilia Romagna venga dichiarata zona rossa, e in questo modo lo scaricabarile delle responsabilità politiche continuerebbe inarrestabile, come lo squallido teatrino che oscilla tra la retorica difesa di un diritto allo studio, che non viene garantito a nessuno da quasi un anno, e la infamante campagna dissacratoria verso il corpo docente che, nel frattempo, regge da mesi una condizione di didattica in presenza stoica nelle scuole primarie, dell’infanzia e della secondaria di primo grado e didattica a distanza non meno faticosa e alienante, e costosa da ogni punto di vista.

L’Italia è un paese in cui i politici, e non solo, possono fare dichiarazioni pubbliche di senso opposto un giorno sì e uno no senza rischiare una diagnosi di schizofrenia. Basta guardare a quello che succede con la scuola: Azzolina prima impone la didattica a distanza (Dad) decantandone le lodi, la finanzia lautamente e poi ne dichiara il fallimento; Bonaccini sostiene di aver operato in modo che la regione da lui governata fosse pronta a far ripartire le lezioni delle scuole secondarie di secondo grado in presenza al 100% per poi il giorno dopo emettere un’ordinanza che sospendeva tutto al 100%.

Ci chiediamo quando i governatori regionali e il governo di questo Paese si prenderanno le proprie responsabilità a fronte di un quadro che ogni giorno di più diventa allarmante per i contagi e per la salute di tutti, fisica e psicologica.

Che fine ha fatto e cosa ha predisposto il “Tavolo regionale operativo per l’organizzazione dell’avvio dell’anno scolastico 2020/21” dell’Emilia Romagna in cui siede la vicepresidente e assessore al welfare della nostra regione Elly Schlein?

Perché forse è ora di fare un bilancio con l’operato di questo Tavolo regionale e smetterla di prendersela con i sindaci, i dirigenti scolastici, il personale della scuola, gli studenti e i giovani in genere.

Per noi, la scuola può essere solo in presenza e in sicurezza, e perché ciò accada occorrono: aumento dei trasporti pubblici, sistema di tracciamento efficiente, sistema di tamponi di massa, screening, aumento degli organici e adeguamento degli spazi per permettere classi con un numero inferiore di alunni, stabilizzazione di tutto il personale docente e ATA su tutto l’organico di fatto.