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Lettere

Bambini profughi, Terre des Hommes c’è

Vi scrivo a nome di Terre des Hommes, perché vorrei rettificare quanto letto nell’articolo del 21 maggio sui bambini siriani, in cui si afferma che nessuna realtà è attualmente impegnata con servizi di supporto psicologico in favore dei minori migranti.
Terre des Hommes Ong di respiro internazionale è da 50 anni impegnata nella protezione dell’infanzia in difficoltà nel mondo e tra i tanti temi sui quali è attiva in Italia, quello dei minori migranti rappresenta una priorità che attraverso il progetto Faro ormai dal 2011 si è tradotta in progettualità diretta a sostegno dell’infanzia migrante.

Nel corso dell’emergenza del 2011 la Fondazione era presente a Lampedusa con un team che ha prestato assistenza legale e giuridica all’interno del Centro di Imbriacola raggiungendo circa 1.000 tra minori stranieri soli e famiglie con bambini.
Nel corso del 2012 Faro si è poi spostato in diverse città italiane dove Terre des Hommes in collaborazione con il Cnoas Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali ha svolto una puntuale azione di formazione sia giuridica che psicosociale per gli operatori impegnati nelle comunità di accoglienza.

Infine a partire dal 2013 ad oggi il progetto Faro ha nuovamente cambiato strategia per rispondere ad un bisogno molto dilagante cui nessuno prestava attenzione e si è tradotto in un intervento di sostegno psicologico e psicosociale in favore dei minori stranieri non accompagnati a Lampedusa e delle famiglie con bambini.
Oggi il progetto è ancora in corso nel siracusano, in attesa di tornare anche a Lampedusa se il Centro di Imbriacola riaprirà.

Stiamo prestando assistenza tecnica psicologica e psicosociale ai minori accolti presso il Cpsa di Priolo Gargallo, con servizi di consulenza spot anche a Capo Passero ed altre realtà che ci invitano a intervenire, dato l’altissimo bisogno dei ragazzi.
Come sempre il nostro lavoro è costruito sulla base delle esigenze dei beneficiari e si inserisce nel quadro di una stretta collaborazione sia con le Ong e Agenzie internazionali già presenti sul territorio sia con i servizi sociali e le istituzioni locali.

Spiace quindi leggere che tutto questo lavoro non venga riportato all’attenzione del pubblico, nonostante peraltro nelle ultime settimane, siano venuti diversi giornalisti a far visita al Centro di Priolo, i quali hanno dato ampio spazio su testate sia nazionali sia locali al nostro lavoro, che dunque dovrebbe essere ormai conosciuto e riconosciuto anche dalle agenzie con cui appunto interloquiamo ogni giorno. Vi ringrazio a nome di Terre des Hommes per la vostra attenzione.

Federica Giannotta