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Lettere

Anpal Servizi, i precari che cercano lavoro per i disoccupati: saranno sostituiti da altri precari!

L’incredibile vicenda dei 654 precari dell’agenzia nazionale delle politiche attive del lavoro (Anpal Servizi) continua: il governo Conte Due, con la ministra del lavoro Catalfo, non solo non vuole stabilizzarli – o almeno informarsi su chi vuole essere stabilizzato – ora nei fatti prospetta un turn-over con altri precari. E un concorso aperto al pubblico per 410 posizioni, con una quota riservata ai precari storici (eventualmente pari al 50% delle posizioni). Qui pubblichiamo l’articolato documento del coordinamento dei precari Anpal Servizi e del sindacato Clap che spiega una situazione difficile. Questa è una storia importante perché la vicenda di questi lavoratori rappresenta un tassello della più ampia vicenda dell’impropriamente detto “reddito di cittadinanza”. Un sistema al quale i precari dell’Anpal partecipano, formando tra l’altro anche i “navigator”.

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Ieri (9 ottobre) si è svolto alla Camera un question time alla presenza della Ministra Nunzia Catalfo che, interrogata dalle On. Gribaudo e Serracchiani (PD) – sulle iniziative volte alla stabilizzazione dei lavoratori precari di ANPAL Servizi al fine di potenziare le strutture nazionali per le politiche attive del lavoro nell’ottica di un migliore funzionamento della disciplina sul Reddito di Cittadinanza –, ha fornito risposte in merito alle quali sentiamo l’urgenza di fare chiarezza. Procediamo per punti:

La Ministra dichiara: «Al momento il Ministero non ritiene priva di dubbi la possibilità di attivare una procedura di stabilizzazione, intesa come automatica trasformazione di rapporti di lavoro a tempo determinato in rapporti a tempo indeterminato»; poiché, aggiunge: «da un punto di vista normativo la trasformazione automatica non deve violare i principi del D.Lgs. 165/2001 a cui devono attenersi anche le società a controllo pubblico».
I precari di ANPAL Servizi non sono dipendenti pubblici, pertanto, coerentemente agli orientamenti della giurisprudenza, non sono sottoposti alle limitazioni previste per il reclutamento nel pubblico impiego. Dal momento che la stragrande maggioranza dei contratti di collaborazione è affetta da oggettiva illegittimità, tali contratti dovrebbero essere convertiti allo scopo di sanare tale vulnus. Al netto di questa premessa, va ricordato che nel corso degli anni, i precari hanno in realtà sostenuto a ogni scadenza contrattuale diverse prove a evidenza pubblica, con una media complessiva pari a 5 selezioni per ogni operatore. Dunque, nel corso degli anni, gli operatori sono sempre stati sottoposti a selezioni caratterizzate da principi di trasparenza, pubblicità, imparzialità, così come previsto dalla norma richiamata.

La Ministra Catalfo, a sostegno della sua tesi, ha aggiunto: «Inoltre, lo stesso regolamento interno di ANPAL Servizi, adottato nel 2017, non è mai stato sottoposto ad approvazione del CDA di ANPAL». Si tratta – utile ricordarlo – di un regolamento emanato in ossequio alle previsioni di cui al D.Lgs. 175/2016, che stabilisce le regole di reclutamento del personale.

Diversamente da quanto affermato alla Camera, non ci sono invece dubbi che il suddetto regolamento sia stato inequivocabilmente approvato dal CDA ANPAL nella seduta del 7 giugno 2017 con la Deliberazione n. 10. Successivamente, tale atto è stato ratificato, al fine di darvi esecuzione, con la Determinazione n. 10 del 12 giugno 2017 dell’A.U. Prof. Maurizio Del Conte, sul quale pendeva l’obbligo di attuare quanto approvato dal CdA.

La Ministra ha poi ricordato che: «risulta in corso una indagine, aperta nel dicembre 2017, dalla Procura della Corte dei Conti nei confronti della stessa agenzia».

Il riferimento all’indagine contabile non risulta, a nostro parere, ostativa dei processi di stabilizzazione. Inoltre, la suddetta Procura – attivata irritualmente con una “anonima denunzia” – secondo la Ministra, starebbe vagliando la correttezza della stabilizzazione di 48 precari avvenuta nel 2017. A fronte di tale dichiarazione, non possiamo che rilevare due macroscopiche anomalie: 1) tale eventuale inchiesta pare muoversi ben al di fuori del perimetro di competenza della magistratura contabile; 2) il pretesto di utilizzare tale indagine per bloccare le stabilizzazioni introduce l’impossibile fattispecie di un’inchiesta su fatti futuri che, a oggi, non sappiamo se potranno essere irregolari.

La Ministra ha concluso il suo intervento dichiarando: «A oggi una soluzione che si sta delineando come percorribile, in coordinamento con la Funzione Pubblica, è quella di procedere in accordo con il nuovo piano industriale di ANPAL Servizi che sarà varato a breve, a bandire un concorso in parte riservato al personale già dipendente».

Temiamo si tratti, con ogni evidenza, della stessa proposta avanzata dall’A.U. Mimmo Parisi, durante il tavolo del 3 ottobre disposto dal Ministero, in merito alla quale abbiamo già avuto modo di dichiarare la nostra più ferma opposizione. In sostanza: un concorso aperto al pubblico per 410 posizioni, con una quota riservata ai precari storici (eventualmente pari al 50% delle posizioni). Dal momento che i precari sono 654, più che di un processo di stabilizzazione si tratta dell’attuazione irresponsabile di un vero e proprio turn over, sulla pelle dei precari storici; al quale si combina un potenziale esubero di centinaia di operatori precari che si manifesterà già a partire dai prossimi mesi. Cui vanno aggiunti – ci preme sottolineare – i 29 lavoratori a termine attualmente disoccupati, anche a causa degli effetti collaterali del Decreto Dignità.

Mentre la Ministra, sbagliando, parla della mancata approvazione del Regolamento, in verità avrebbe dovuto riferire sia dell’assenza del Piano industriale di ANPAL Servizi – annunciato già il 12 giugno ad un tavolo presso il MLPS – ma soprattutto della mancata approvazione da parte di ANPAL del nuovo Piano Operativo ANPAL Servizi 2017-2021 (rimodulazione, estensione temporale e integrazione economica). Il paradosso è che attualmente si stanno realizzando delle attività (tra le quali quelle sul Reddito di Cittadinanza), sulla base per altro di una nuova riorganizzazione aziendale, previste da un Piano Operativo ancora non approvato, esponendo di fatto l’azienda a illeceità sul piano delle regole di rendicontazione europea. Attività e nuova organizzazione sono in contrasto con l’unico Piano strategico di ANPAL Servizi, approvato da ANPAL, che è ancora quello del 2017.
Conviene rammentare, che durante il tavolo negoziale del 3 ottobre, in risposta all’inaccettabile proposta dell’A.U. Mimmo Parisi, abbiamo già evidenziato diversi rilievi tecnici, che evidentemente è opportuno riprendere:

La Corte di Cassazione a Sezioni unite, con sentenza n. 7759, ha chiarito che per le società in house non sussiste l’obbligo di seguire le regole del concorso pubblico. Le indicazioni della Legge 175/2016 (Comma 2 Articolo 19), pure precedenti alla sentenza, non la contrastano;

Pur non tenendo conto della Corte di Cassazione – ammesso che il Ministero del Lavoro possa non tenerne conto –, parla in modo netto l’Articolo 20 della Legge 75/2017 (nota come Legge Madia e relativa alla stabilizzazione del personale precario della Pubblica Amministrazione): trasformazione dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato (Comma 1); prove selettive pubbliche, con il 50% di posizioni riservate (e senza preselezione), per i collaboratori della PA (Comma 2);

Tanti i precedenti di trasformazione diretta dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato, due fra tutti: INAIL (419, prima da collaboratori a contratti a tempo determinato, poi stabilizzazione con prove agevolate); ex-ISFOL/ANPAL. Ma decisivi due precedenti di stabilizzazione di Co.co.co.: il personale ATA della Scuola, tramite emendamento specifico nella Legge di Bilancio del 2018; le stabilizzazioni dei precari INVITALIA (Società 100% MEF), tanto di TD che di Co.co.co.

Dalle informazioni acquisite nelle ultime ore, sembrerebbe che il Governo non intenda trovare soluzioni concrete per risolvere positivamente la vertenza dei precari di ANPAL Servizi, pur avendola ampiamente evocata (su questo invece non possiamo non “apprezzare” la coerenza del Ministero del Lavoro che, appena insediato, sta procedendo in piena continuità con il precedente Governo e Ministro). Auspichiamo che gli emendamenti al Decreto Legge 101/2019 “Recanti disposizioni urgenti per la tutela del lavoro e per la risoluzione di crisi aziendali”, riguardanti le stabilizzazioni dei precari, siano nei prossimi giorni approvati dal Senato, in modo da mettere in sicurezza il processo di stabilizzazione, superando i presunti vincoli tecnici avanzati dall’azienda che – stante la loro insussistenza di fatto – sembrano più delle vie di fuga dagli impegni presi. Inoltre, privare ANPAL Servizi di un organico stabile sarebbe un atto inopportuno, visti anche i ritardi con cui sta procedendo la “fase due” del Reddito di Cittadinanza.

Qualora il Governo chiedesse formalmente di ritirare gli emendamenti, prenderemo atto dell’indisponibilità a risolvere la strutturale condizione di precarietà in azienda, nonostante le dichiarazioni del 24 settembre della Ministra Nunzia Catalfo al tavolo negoziale, in cui dichiarava: «il governo vuole eliminare il precariato in ANPAL Servizi». Ecco, su questo diamo serio credito alla Ministra e ci aspettiamo fatti concreti in tempi rapidissimi, anche e soprattutto perché sono in corso scadenze contrattuali che lasciano senza reddito.
Annunciamo sin da subito che, nei prossimi giorni, le precarie e i precari si prepareranno a rilanciare una determinata mobilitazione.

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