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Lettere

Al Ministro della Salute Al prefetto della provincia di Roma

Al direttore generale dell’ufficio scolastico regionale per il Lazio ed a tutti

gli uffici scolastici regionali Al ministero della pubblica istruzione

A gli onorevoli Sasso, Verducci, Pittoni ed a tutti gli coloro che si sono e si

battono per la scuola nelle sedi di governo

Alle O.O. sindacali FLC-CGIL, CISL SCUOLA, UIL SCUOLA SNALS GILDA

I docenti firmatari dell’istituto Einstein – Bachelet si uniscono ai colleghi di molti istituti romani, tra i quali Visconti, Caffè e Tasso, Presidente dell’Associazione Nazionale Presidi, Prof. Antonello Giannelli, e delle OOSS esprimendo forti perplessità e dissenso sui tempi e le modalità di riapertura della Scuola (11 gennaio CDM) che non garantiscono quelle condizioni indispensabili ad assicurare un ritorno continuativo e in sicurezza e l’efficacia del delicato processo educativo e formativo.

Alla luce dell’attuale fase emergenziale, ci preme condividere alcune riflessioni che ci inducono a ritenere l’imminente riapertura in presenza una scelta azzardata e rischiosa.

I fattori che stanno alla base della nostra preoccupazione sono:

  1. La curva dei contagi sta nuovamente risalendo e le terapie intensive si stanno pericolosamente riempiendo (per non parlare del numero dei decessi);

  2. Non è stato risolto il nodo dei trasporti;

  3. Non è stato effettuato uno screening a tappeto sulla comunità scolastica;

  4. Non si è tenuto conto degli effetti a breve e, a lungo termine, determinati dall’esposizione al rischio di contagio derivante dalle imprudenze natalizie e dall’intensificarsi delle relazioni avvenute in tale periodo;

  5. Totale assenza di tracciamento e comunicazione tempestiva con le ASL di competenza, oltre che protocolli difformi tra le varie ASL;

  6. La vaccinazione della comunità scolastica è prevista, per chi volesse avvalersene, a partire solo da giugno al termine dell’attività didattica, nonostante i docenti siano una categoria a rischio per i contatti diretti con gli studenti probabili vettori di contagio e generalmente asintomatici;

  7. La riapertura delle scuole coinciderebbe con il picco influenzale;

  8. Le classi saranno poco arieggiate per via delle basse temperature;

  9. Poca chiarezza sull’uso delle mascherine e sul tipo di D.P.I. da utilizzare (chirurgiche o ffp2);

  10. Totale assenza di misure atte a prevedere un sistema di purificazione/sanificazione dell’aria;

  1. La presa di coscienza della comunità scientifica che ha dato parere contrario alla riapertura delle scuole (vedi le recenti valutazioni del Coordinatore del CTS, il Prof. Miozzo, e del Dott. Alessio D’Amato, Assessore Sanità Regione Lazio)

  1. In tutta Europa è stata prolungata la chiusura delle scuole fino al termine di gennaio

Queste perplessità o criticità evidenziate NON sono state minimamente prese in considerazione e affrontate con una adeguata prontezza e preparazione. Quello che l’Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio ha pubblicato (nota n. 39279) detta le istruzioni per il riavvio dell’attività̀ didattica in presenza, dal 7 gennaio 2021, poi prorogato al giorno 11 gennaio 2021, ora prorogato ulteriormente al 18 gennaio 2021 e chissà se ci sarà cambiamento dell’ultima ora.

Sempre senza aver risolto le criticità sopracitate. Le scuole si ritrovano a dover modificare e adattarsi agli umori dei rappresentanti politici che non hanno fattivamente messo sul campo risorse e soluzioni realmente realizzabili. Questa totale mancanza di strategia avrà un ruolo cruciale nel fallimento totale della riapertura e nella preservazione della Salute all’interno delle scuole. È mancato anche il rispetto da parte dei politici, tecnici e affini nei confronti di chi ha passato l’estate a misurare (con buona volontà e presi in giro) le distanze, progettare spazi, dotarci di sistemi di sicurezza. Alcuni docenti si sono ritrovati un’infinità di volte a ristrutturare un impossibile orario che mettesse d’accordo tutte le esigenze, a montarlo e rismontarlo. Inoltre l’Assessorato ai lavori pubblici e tutela del territorio e mobilità della Regione Lazio ci dice che non può far fronte al problema trasporti e chiede alla scuola di adeguarsi. Siamo al limite della farsa alla richiesta: “la scuola si adatti ai trasporti, non i trasporti alla scuola”, come ogni sana logica vorrebbe.

Questo stato dell’arte pone la scuola come una “totem politico” che deve sventolare per esaltare l’operato di un ministero e dei suoi collaboratori tutti che non possono permettersi di “fallire”, quindi si apre tutto senza se e senza ma, passando sopra il concetto di Salute. Inoltre i continui “cambi di rotta” avvenuti rigorosamente con il

“favore delle tenebre” certamente favorisce questo clima di farsa.

Ma l’apice si raggiunge con gli ingressi scaglionati, imposti con percentuali degne del miglior Conte Mascetti in “Amici miei” non sono applicabili:

    • Ingressi scaglionati: ore 8.00 e ore 10.00. Tassativi. Considerando 6 ore di lezione si inizia alle 8.00 e si finisce alle 16.00. Chiunque conosca la scuola sa cosa questo comporta: un orario difficilissimo da realizzare (l’ennesimo orario impossibile) che necessariamente costringerà a scuola i docenti ben oltre il loro orario di servizio. L’inevitabile sfasamento degli orari d’ingresso che solleverà inevitabili problemi di coordinamento tra le scuole per i numerosi docenti assegnati a “cattedre esterne”, le cui 18 ore si articolano su due o più scuole. L’impossibilità di svolgere attività aggiuntive (sportelli didattici, attività di recupero, progetti) L’impossibilità di svolgere ad ore accettabili le attività collegiali

  • Chi entra alle 10 e esce alle 16, quando e dove mangia?

  • E chi sanifica gli spazi ogni giorno al termine dell’attività scolastica? Questi orari sono compatibili con il contratto degli ATA? A parità di organico tutto questo?

  • E chi finisce alle 16, studenti e insegnanti, a che ora torna a casa? (Il tempo per i compiti, per lo sport, per la vita privata. Totalmente azzerati) Tutto questo ci salverà dal contagio? Accordare i nostri orari a quelli dei trasporti pubblici sarà sufficiente? Più efficace di quanto avrebbe potuto essere un piano di tracciamento dei contagi, o la definizione di un protocollo univoco con le ASL? L’inserimento di tamponi rapidi?

Noi docenti non ci fidiamo più di chi gestisce in modo approssimativo e spesso poco lungimirante perché

  1. si è derogato sulla distanza,

  2. si è derogato sull’uso della mascherina (in una prima fase),

  3. si è imposto l’utilizzo delle cosiddette sedute innovative (con enorme sforzo economico) e all’atto pratico totalmente inutili per evitare il “distanziamento fisso”,

  4. non si è fatto nulla per diminuire il numero di alunni per classe

  5. non si sono trovati spazi

  6. molto spesso al tavolo organizzativo non partecipa chi la scuola la vive quotidianamente

Noi docenti chiediamo di poter tornare in presenza quando ci saranno le condizioni per poterlo fare in sicurezza. Finché non ci saranno miglioramenti reali e

non propagandistici chiediamo di proseguire con la didattica digitale integrata al 100%.

La scuola merita di più, molto di più, non è stato fatto nulla (o quasi) da maggio ad oggi, solo chiacchiere. Merita considerazione e impegno per il desiderio degli studenti e di noi docenti, di tornare in classe in piena sicurezza. Merita considerazione per il lavoro che gli insegnanti hanno fatto e fanno in questa situazione tremenda (senza alcun aiuto economico di nessun tipo, ma con l’obbligo!). Merita considerazione anche il personale ATA che si è messo a disposizione coadiuvando le operazioni fino ad oggi. Merita considerazione per chi la scuola la guida e che fino ad ora è stato costretto a salti mortali da discutibili ordinanze, sfornate a raffica dalla fine dell’anno scorso.

I docenti

Taormina, Casadei, Capozzoli, D’Angeli, Pasini, Orlandoni, Mesoraca, Merenda, Tramontano, Agnese, Patrizi, Spasari, Longo, Bucciarelli, Piperno, Trebbi, Coltorti, Tronci, Canzonieri, Moratti, Tortora, Rocchetto, Criseo, Di Venuto, Fanelli, Del Fà, Razza, Toffoli , Checcarelli, Di Rocco, Piave, Paolantoni, Protopapa, D’Orsi, Di Fabio, Mozziconi, Costa, Milito, Rivabella, Davoli, Mastroddi, Della Corte, Marchese, Rallo, Guariglia, Del Fa, Tazza, Orlandini, Novielli , De Lorenzo, Lorefice, Iorio, Balistrieri, Calò, Malvasi, Colavitto, Rudolph, Checcarelli, Carbone, Carabellese, Resciniti, Pietroni, Piane, Montemurro.

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