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Editoriale

Lettera aperta a papa Bergoglio

Caro papa Francesco,

ho apprezzato ancora una volta le sue parole contro la guerra: «La guerra è una follia», ma purtroppo al mondo ci sono ancora molti folli che la alimentano. Sono una militante pacifista frustrata dal senso d’impotenza e dall’indifferenza per tutti i massacri e le violenze che si perpetrano nel mondo, contro le quali solo la sua voce sa farsi sentire.

Proprio per questo ho trovato paradossale che la ministra della difesa italiana Roberta Pinotti, in occasione della sua celebrazione a Redipuglia, non abbia trovato di meglio che regalarle un altare da campo della prima guerra mondiale. Un modo per ricordarle che la chiesa benedice le armi e chi le usa? Proprio per questo, in nome della sua estrema franchezza e concretezza nel contrastare la guerra, le chiedo se non sia giunto il momento di rompere questa ambiguità ritirando i cappellani militari. Una benedizione non si nega a nessuno, nemmeno a chi è caduto combattendo, ma una benedizione preventiva a chi va a combattere non è forse un adeguarsi alla logica della guerra?


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