closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Cultura

L’estetica consapevole della rivolta che cambiò tutto

Il ritratto. Addio a Lawrence Ferlinghetti. Poeta, libraio, editore tra i protagonisti della Beat Generation, aveva 101 anni. Nel 1954 fu arrestato con Ginsberg per «diffusione di materiale osceno» per la poesia «Howl!» (Urlo). Saranno assolti. Nell’America perbenista era il segno che i tempi stavano per cambiare

Ferlinghetti nella libreria City Lights di San Francisco nel 1996

Ferlinghetti nella libreria City Lights di San Francisco nel 1996

«Non chiamatemi beat. Io non sono mai stato un poeta beat», dichiarava meno di dieci anni fa, già ultranovantenne, Lawrence Ferlinghetti in un documentario sulla sua lunga vita, ed era probabilmente un vezzo. Figurarsi se il poeta che aveva fondato a San Francisco la libreria City Lights, 261 Columbus Avenue, punto di ritrovo di quel gruppo in realtà eterogeneo che fu la beat generation, e poi la City Lights Publishers, destinata a pubblicare molte delle opere beat, poteva davvero pensare di poter scindere il suo nome, anche a oltre mezzo secolo di distanza, da quello degli amici passati con lui...

Per continuare a leggere,
crea un account gratuito

Registrati

Hai già un account? Accedi