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Lavoro

Le cuffiette Almaviva divise sull’accordo, si va al referendum

Call center. Assemblee infuocate a Roma: molti vorrebbero tornare al tavolo, altri non tollerano ulteriori tagli ai salari. Si dimette l’ad Marco Tripi: avrebbe lasciato per motivi legati agli esiti della vertenza

I lavoratori Almaviva sotto il ministero dello Sviluppo

I lavoratori Almaviva sotto il ministero dello Sviluppo

«Voi non potevate firmare il nostro licenziamento al posto nostro!». «E scusate, voi invece dove eravate quando per mesi abbiamo fatto assemblee e presidi sotto all’azienda e al ministero?». Il popolo di Almaviva è diviso, l’accordo sui 1.666 licenziamenti siglato giovedì notte brucia, e la folla davanti alla Cgil di via Buonarroti a Roma è incontenibile. Intanto dal quartier generale del colosso dei call center si viene a sapere che si è dimesso Marco Tripi, l’amministratore delegato di Almaviva contact (il ramo della holding che controlla i servizi in cuffietta), pare per motivi riconducibili agli esiti della vertenza. URLA, QUALCHE...

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