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Le aziende se ne vanno, su Roma cala il silenzio

Città eterna. I tratti post-bellici della città, autobus che non passano, esercito in strada e chi può emigra nella capitale del nord. Eppure non mancano gli anticorpi sociali

Parlare di Roma è diventato sempre più difficile: si rischia lo sberleffo, o l’ironia di chi pensa (senza semmai confessarlo in pubblico) non ci sia più nulla da fare: è un malato terminale, dunque aspettiamone la fine. Ma il dramma è proprio questo: il malato terminale non muore e neppure guarisce e poi questa città ha conosciuto, in lontani passati, ben altre disgrazie, perfino la peste. Sulla città, tra i suoi abitanti (e i suoi sempre più silenziosi intellettuali), è scesa una cappa di cinico silenzio. Non c’è più spazio neppure per la vergogna (sentimento nobile) di vederla venduta a...

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