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Editoriale

Landini non fare l’onesto

Informazione. Come televisioni e giornali in amicizia con Renzi hanno trasformato in un’arma politica l’infelice battuta «strappata» a Landini durante un corteo dei metalmeccanici

Maurizio Landini

Non vedevano l’ora. Le televisioni e i giornali in amicizia con Renzi hanno trasformato in un’arma politica l’infelice battuta «strappata» a Landini durante un corteo dei metalmeccanici.

Un bocconcino prelibato per colpire una delle voci più rappresentative della sinistra, perfino troppo ghiotto per perdere tempo a inserirlo nel contesto in cui veniva pronunciato. Poco male se bisognava strumentalizzarne il senso per farla diventare «Renzi non ha il sostegno degli onesti», mentre Landini diceva «Il premier dovrebbe rendersi conto che oggi il consenso di chi lavora, dei giovani che stan cercando lavoro, delle persone oneste, in questo Paese lui non ce l’ha». Il Paese in quel momento rappresentato da decine di migliaia di lavoratori, studenti, precari che manifestavano per le strade di Napoli sotto le bandiere della Fiom. Persone oneste che pagano lo sciopero sul magro salario, perché combattono la politica del governo che cancella tutele e diritti, riducendo donne e uomini a forza lavoro e il lavoro a semplice merce.

«Togliti il megafono» intima il Corriere della Sera. «Landini è un moralista» sentenzia La Stampa, proprio come se al solo pronunciarla la parola «onestà» provocasse l’orticaria. Titoloni e commenti in prima pagina sugli stessi quotidiani che il giorno prima, quando Renzi aveva duramente stigmatizzato la proclamazione dello sciopero del 12 dicembre, sostenendo che «i sindacati passano il tempo a inventarsi ragioni per fare sciopero», si erano invece distratti, derubricando il provocatorio e meditato attacco come fatto secondario. Titoli piccoli, quasi invisibili, e zero commenti.

Eppure quello di Renzi era un affondo inserito in una strategia di contrapposizione frontale con le rappresentanze sindacali, escluse da ogni spazio di confronto sulla politica economica del governo. Era dunque un intervento a gamba tesa meritevole almeno di altrettanta attenzione. Ma tant’è.

Quanto stampa e tv siano schierate a sostegno del governo è evidente.

Ora, dopo il polverone alzato intorno a Landini e al sindacato che si oppone, lo vedono tutti.

  • Andrea Pasqualini

    Finchè i problemi della Sinistra rimangono questi,allora la Sinistra,in Italia,non avrà mai potere,nè modo di riuscere a prenderselo.Sono anni che si discute sulle paroline da usare,sulle formalità,ma mai,invece,su come ci si trova veramente a lavoro,su quanto si è derisi e sfruttati dalla mattina alla sera,su come organizzarsi,su come muoversi in maniera logica.La parola agli operai,non ai sindacati.

  • Michelinux

    Venerdì scorso ho partecipato alla manifestazione FIOM (non sono iscritto alla FIOM perché appartengo ad un altro comparto, ma ne condivido le lotte e contribuisco quando posso). Per una serie di circostanze fortuite sono capitato in corteo a poca distanza da Maurizio Landini, e ho assistito in prima persona all’intervista del SkyTG24. E’ inutile dire che il pensiero di Landini era chiaro, cristallino ed oggettivo (e personalmente totalmente condivisibile), per cui a nessuno dei presenti – neppure al cronista di Sky – è sfiorata mai l’idea che potesse aver voluto dire ciò che poi tutte le testate giornalistiche hanno riportato.
    Quello che è successo è assolutamente vergognoso, e a mio avviso è indice del livello attuale del giornalismo italiano, fatta eccezione per poche testate come ‘Il Manifesto’.

    Ancora più vergognoso tacere l’intervento di Landini dal palco: più di un’ora buona di analisi precisa delle politiche economiche e industriali del governo (o, meglio, della loro assenza), corredata da proposte serie e concrete su come ridare slancio all’apparato produttivo-industriale di questo paese.
    Nulla è apparso sui giornali, se non indignazioni autoreferenziali e ipocrite accuse di moralismo.

    Quanto successo mi radica sempre più nella convinzione dell’importanza di sostenere ‘il Manifesto’.

  • uther pendragon

    Il problema grave della sinistra è che nessuno vuole assumersi l’onere di comandare per tutta una serie di motivi piu’ o meno validi. Questo lascia spazio a gentaglia come Renzi e Boschi. Io no ho la ricetta in mano per cambiare questo andazzo però se non agiamo per tempo e soprattutto per il bene comune si prospettano tempi grami. Podemos o Siriza vanno bene per cominciare.