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Alias

«Land of Dreams», solo un sogno

Lo schermo dell'arte. Il festival si chiude domenica con il film di Shirin Neshat e Shoia Azari

La parola «sogno» risuona da anni nella costellazione artistica dell’iraniana Shirin Neshat, tanto da averne colonizzato l’orizzonte creativo in forma anche di trilogia. Non è solo una dimensione onirica quella investigata dall’autrice, ma qualcosa di misterioso e antico, che entra in consonanza con i meandri più profondi di sé, scovandone paure inconsce, desideri inespressi, nascondimenti e false promesse. Così quel lungometraggio che va sotto il titolo Land of Dreams (diretto da Neshat insieme al marito Shoja Azari), guarda all’evanescenza del sogno americano. Un’evanescenza simboleggiata pure dallo sconfinato deserto che si attraversa più volte nel film (nonostante la città in cui...

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