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Cultura

L’Albero dei Suoni è quello della vita

E altro è da veder che tu non vedi. La «Commedia» ha una poesia sonora arborescente. Dai rumori dell’Inferno alla «grande festa» del Paradiso

Una rielaborazione di un'incisione di Gustave Doré

Una rielaborazione di un'incisione di Gustave Doré

La Commedia di Dante grida, canta, si lamenta. A volte urla, stride, sospira, fa tumulto, si piega al boato del vento, ribolle di rabbia, si inebria di canto, parla lingue orribili, piange di dolore. I versi danteschi non chiedono soltanto di essere letti o detti, ma anche soprattutto di essere ascoltati. Più che una poesia visiva quella di Dante è una poesia sonora che chiede all’occhio di guardare, ma anche all’orecchio di sentire. Ogni canto è infatti attraversato da uno sciame di epifanie sonore: in apparenza fenomeni acustici di carattere «realistico», che mostrano, in realtà, una disposizione di carattere profondamente...

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