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Visioni

Lager per cuori infranti, non c’è via di scampo

Cannes 68. Un hotel terribile per rieducare le anime al sole al centro di «The Lobster» del regista greco Yorgos Lanthimos in concorso per la Palma d'oro

Dai tempi di Kinetta (un colpo di fulmine almeno per me) sono passati diversi anni (era il 2005), nel frattempo Yorgos Lanthimos è divenuto uno dei protagonisti di quel cinema greco esploso negli anni della crisi - e nonostante la troika - ha vinto qui a Cannes il Certain regard nel 2009 con Dogtooth, è stato in concorso a Venezia (2011) con Alps. Che il suo sia un cinema di geometrie autoritarie era abbastanza evidente sin dal primo film, al centro c’è sempre un potere sovrastante, disgustoso e molto infido, la sfida è trovarne il rovescio laddove appare inaspettato. Con...

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