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Editoriale

La vittoria di Pirro

Riforme. Decidere di troncare il dibattito sulla più profonda trasformazione dell’assetto costituzionale mai realizzata dal dopoguerra è, per Renzi, il segno di una vittoria di Pirro. E Napolitano che non riceve le opposizioni al Quirinale, è ancora il rappresentante di tutti gli italiani?

Giorgio Napolitano e Matteo Renzi

Chi sono i veri filibustieri? Quelli che si oppongono alle riforme costituzionali della maggioranza renzian-berlusconiana, o i partiti di governo che impediscono al parlamento di discutere come cambiarle?

In un regime parlamentare, l’ultima carta di una democrazia è l’ostruzionismo e la storia della nostra repubblica è ricca di pagine che raccontano personaggi e interpreti del filibustering nei momenti di maggior contrasto politico.

Con i nuovi regolamenti oggi è molto più difficile praticarlo, ma decidere di troncare il dibattito sulla più profonda trasformazione dell’assetto costituzionale mai realizzata dal dopoguerra, scegliendo un rigido contingentamento dei tempi perché l’8 di agosto il presidente del consiglio deve portare a palazzo Chigi il bottino di guerra è, innanzitutto per lui, il segno di una vittoria di Pirro.

Chi vuole vincere senza convincere, chi mostra i muscoli per nascondere la confusione, in realtà rivela la propria debolezza. Non si possono approvare riforme cruciali senza il necessario, faticoso, esercizio del compromesso e della mediazione politica…

Se ancora c’era qualche dubbio sulla natura post-democratica del leader che ci governa, da ieri sarà più difficile sostenerlo. E del resto queste pessime riforme costituzionali per come erano originate, appunto da un’iniziativa legislativa del governo anziché del parlamento, non potevano che precipitare in una esautorazione del parlamento stesso.

Con il sostegno e l’approvazione del Presidente della Repubblica che così espone l’alta carica che rappresenta al ruolo di giocatore anziché di arbitro. Il Capo dello Stato non ha neppure ricevuto personalmente la delegazione di deputati e senatori che ieri sera, in corteo, si è recata al Quirinale per rappresentargli la contrarietà verso una decisione sconcertante.

Napolitano è ancora il rappresentante di tutti gli italiani?

  • Murmillus

    Beh, che c’e’ da stpirsi. Il nostromo e’ stato sempre in stretta vicinanza con la Nato e probabilmente sul libro paga della CIA. Mdispiace che molti non l’abbiano ancora capit.

  • Max lo scettico

    Condivido pienamente il contenuto dell’asciutto editoriale di Norma.
    Semmai mi chiedo se fra quanti si oppongono all’orribile (nella sostanza e nella forma) progetto renziano, vi siano solo paladini della democrazia e quindi tutori della volontà popolare.
    Quando guardo questo Parlamento non posso impedirmi di vedervi (con alcune ed importanti eccezioni) i responsabili dell’affossamento delle istituzioni democratiche e dei valori della Carta Costituzionale.
    Detto ciò, lo ribadisco, le riforme di Renzi (con la cauzione irresponsabile del Presidente della Repubblica, il cui comportamento è inammissibile) abbattono anche gli ultimi simulacri di democrazia in Italia.

  • Antonio Bartolozzi

    Cerchiamo di mettere in ordine i fatti: la nostra Repubblica vive da almeno un trentennio di una grave crisi di decisione politica sulle strade da prendere per riformare uno Stato vecchio che produce ingiustizie e intralcia quel “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale” che sappiamo; nel frattempo la sua base di legittimazione, la Costituzione, è sfidata nelle sue promesse lavoristiche e sociali da uno processo storico di mutamento delle forme dell’economia che va sotto il nome di globalizzazione, rispetto al quale urge una ridefinizione complessiva della dimensione politica. il sistema politico dei partiti democratici ha cercato di riformare lo Stato e la politica con il tentativo fallito del compromesso storico: il cadavere di Aldo Moro gli fu gettato addosso per impedire i cambiamenti non rinviabili. Nel frattempo, complice una delegittimazione di quei partiti per dinamiche gattopardesche, le riforme irrinviabili sono state continuamente rinviate. Con tutti i suoi limiti, che sono i limiti di una grave degenerazione del tessuto politico e della società, sull’orlo di una fine simil-weimariana della nostra Repubblica, il governo Renzi sta cercando di restituire alla politica e alle istituzioni democratiche un tratto fondamentale per la loro esistenza: la capacità di decidere. Una politica che non decide, che al massimo fa belle narrazioni alla Vendola, è una politica inutile, e quando la politica democratica diventa inutile, come lettore di libri di storia e cultore della nostra Costituzione io mi preoccupo molto. A questo tentativo si oppone il dialogo? Dottoressa Rangeri, che dialogo istituzionale è quando 7 senatori presentano 5200 emendamenti? Nessun dialogo, vuol dire solo bloccare la decisione di un organo costituzionale ed impedire alla sua maggioranza di cambiarlo per rendere la capacità decisionale del sistema istituzionale meno farraginosa. Ricordo che quando Ingrao e la Iotti venivano criticati nello svolgimento delle loro presidenze d’assemblea, rispondevano che il proprio compito era, in omaggio al sistema democratico, in primis di consentire il diritto della maggioranza a decidere. Quanta tristezza in questa ultima involuzione della sinistra del Manifesto. Dare sfogo alla pulsione di attaccare il Pd è un conto; perdere l’orizzonte dell’interesse nazionale che, da Gramsci a Berlinguer, passando per Togliatti e tanti altri, la Sinistra italiana aveva insegnato al popolo a sovraodinare alle proprie impostazioni ideologiche, è un altro.

  • Daniele

    Anch’io la penso così:
    “Il dato che distingue le repubbliche vere dai
    regimi autoritari è che nelle prime vi sono regole che valgono per
    tutti, anche per il Parlamento e il governo. A ciò si aggiunge che per
    scrivere una nuova Costituzione..è indispensabile una vera e
    propria Assemblea Costituente dove si può dibattere seriamente senza
    tempi contingentati tenendo conto del parere delle minoranze, che si
    scioglie una volta esaurito il proprio mandato. Una costituzione
    approvata in spregio alle minoranze non può essere una costituzione
    nella quale si riconosce tutta la nazione. Inoltre è pura follia
    pretendere che coloro che stanno governando e legiferando scrivano sagge
    regole costituzionali. Gli esseri umani tendono più al proprio
    interesse che al bene pubblico, parlamentari compresi.” MAURIZIO VIROLI studioso
    di filosofia della politica e di storia del pensiero politico,
    professore emerito di Teoria politica all’Università di Princeton e
    all’Università della Svizzera Italiana a Lugano

  • Riccardo

    Chi sia Napolitano lo sappiamo da anni. Anche il suo obiettivo di unire centrodx e centrosx per fare le riforme istituzionali. Anche la sua preferenza per un presidenzialismo.
    Nei commenti a questo articolo, leggo di abbattimento di “ultimi simulacri di democrazia”, affossamento di valori della Costituzione.
    Ma lo sappiamo benissimo che tanti valori di quella Costituzione erano ispirati dal socialismo. E’ un ibrido: prevede il libero mercato, e delle regole per limitarne le disuguaglianze derivanti. Qualcuno le chiamava socialdemocrazie. Ma il socialismo è andato in soffitta e ha vinto un sistema capitalistico neoliberista – e non da oggi. Globale.
    Ora, cosa facciamo di questa Costituzione? E’ da tanto tempo che ormai è ad uno spartiacque. O la attuiamo in quei “valori”, o la modifichiamo. “Democraticamente” il popolo italiano ha deciso, nella sua maggioranza, di modificarla.
    Sì, perché è inutile continuare con le lamentele e i piagnistei sulla “democrazia”. Se si decide che queste modifiche non sono “democratiche”, si prospetti un’idea di democrazia diversa. Si ridiscuta il concetto “democrazia”.
    Perché, per il concetto di “democrazia” attuale, le modifiche sono “democratiche”. Forse che Renzi non è stato votato da più del 40% degli italiani? Forse che chi vota Berlusconi non lo fa “democraticamente”?
    Continuare ad invocare “più democrazia”, restando nel terreno della democrazia così come è stata concepita dal potere, per conservarlo, è piuttosto sterile.
    Invocare poi la Costituzione. Allora, delle due: o il Presidente della Repubblica non è più garante della Carta Costituzionale e la sta tradendo – e allora lo si dica chiaro e tondo e si tenti di accusarlo (ci ha provato il M5S) – oppure la Carta Costituzionale tanto sbandierata dalla sinistra radicale, prevede queste modifiche.
    Fa ridere la Lista Tsipras pro-euro, che vuol basare una lotta al capitalismo (ma la vuol fare?) sulla Costituzione. E che parla di democrazia, intendendo “questa” democrazia.
    Una sinistra radicale seria, propone una Nuova Costituzione, che prevede il comunismo, che rivede la proprietà privata, e prospetta un’idea di democrazia diversa.

  • Riccardo

    Ma qui non si sta scrivendo una nuova costituzione. Si stanno apportando modifiche. O no?

  • Max lo scettico

    Come al solito Riccardo, con una dose di autolesionismo ammirevole, accumula una serie di stupidaggini degne di miglior sorte (peccato che il Bagaglino abbia chiuso).
    Come ha scritto Daniele qui sotto se si vuole cambiare l’assetto istituzionale, un’assemblea costituente sarebbe il minimo.
    E poi Renzi non è stato eletto da nessuno nel ruolo che si è dato. È troppo complicato capire che si trattava di elezioni europee (e non legislative) e che 40% degli elettori si è astenuto? Dov’è la legittimità di questo Parlamento? Se si tiene conto che per di più chi decide è stato eletto con una legge elettorale incostituzionale, il quadro è completo.

    Quindi, contrariamente a quanto sostenuto da Riccardo e da Antonio Bartolozzi, la forma e la sostanza di questa riforma dovrebbero inquietare tutti i democratici “senza aggettivi”.

  • Riccardo

    Hai inanellato una serie di cretinate, una dopo l’altra.
    Inutile rispondere a tali sterili sciocchezze.
    Per di più, di sinistra non dici proprio nulla. A conferma.

  • Daniele

    Le Costituzioni se proprio si devono cambiare si devono cambiare insieme, non escludendo le minoranze, e si deve prendere tutto il tempo necessario per farle queste modifiche non porsi limiti invalicabili di tempo e di sostanza (imposta). Se le riforme costituzionali le fanno il partito al governo (al governo lecitamente, ma senza reale legittimazione popolare) e il suo sodale (seppur non al governo) escludendo il resto, non mi pare ci sia nulla di democratico in ciò. Invece di concentrarsi su riforme di cui pochi sentono l’esigenza impellente e prioritaria, sarebbe servita invece una campagna informativa capillare e moderna per capire e far capire ai cittadini perchè costituzionalisti e studiosi di ogni parte del mondo studiano l’impianto e i contenuti della Costituzione italiana, tale come è ora. Impegnandosi con serietà ad analizzare quali e quanti di quegli articoli sono rimasti irrealizzati e soprattutto impegnandosi a coinvolgere partiti politici e cittadinanza sul come e con quali percorsi politici, tecnici, legislativi finalmente tentare di incarnare quegli articoli così ben scritti, nella quotidianità della vita di ogni singolo italiano.
    Comunque visto l’arrivismo determinista del premier … si arriverà inevitabilmente al referendum confermativo.

  • Riccardo

    Come al solito, da Max “lo scettico”, solo luoghi comuni ripetuti e rimasticati all’infinito, sterili richiami a democrazie perdute e a costituzioni tradite, un lungo e lamentoso piagnisteo inutile e vergognoso.
    Di sinistra, neanche l’ombra.

  • Riccardo

    Antonio, pensa che il Manifesto alle ultime elezioni politiche ha invitato a votare PD.
    E si è detto tutto.

  • Daniele

    Le modifiche che si tenta di introdurre sono sostanziali per sbilanciare gli equilibri costitutivi sanciti dai padri costituenti. Non si sta riscrivendo la Costituzione? Ah sì? … Nominati in un Senato in vuia smantellamento, presidenzialismo nell’aria, sbarramento altissimo, premi di maggioranza a forte dubbio costituzionale… mettiamoci pure elevamento soglia firmatari sottoscrizione referendum abrogativi… vedi un po’ se il potere non è più accentrato in ristrette oligarchie… o no?

  • Spartacus

    Riccardo dixit: “Democraticamente” il popolo italiano ha deciso, nella sua maggioranza, di modificarla [la Costituzione].
    Quando uno ha il coraggio di scrivere corbellerie di questo tenore, non c’è bisogno di aggiungere altro.
    Forse Daniele e Max non hanno scritto cose “di sinistra” (ohibò) ma Riccardo scrive cose sinistre.
    Il sonno di Riccardo è quello della ragione, ma non svegliatelo per favore.

  • Francesco Spanò

    Sottoscrivo anche le virgole e Napolitano non rappresenta gli italiani ormai da un pezzo purtroppo.

  • Francesco Spanò

    Sono d’acordo Daniele: questi cambiamenti snaturano il sistema in maniera micidiale.

  • aramix

    Evviva Re Giorgio !!

  • Francesco Spanò

    bella battuta:-)!

  • Pasquale Hulk

    Da Ingrao a…
    L’Unità 25-07-2014 – Intervista a Zanda: Opposizioni Irresponsabili
    L’Unità 13-12-1952 – Leggete e sostenete gli ampi resoconti della battaglia sostenuta dall’Opposizione alla Camera contro la legge truffa!

  • Riccardo

    Non si sta riscrivendo TUTTA la Costituzione. Sono modifiche. Importanti, ma modifiche.
    Mettevo in rilievo che, purtroppo, Napolitano ha le carte in regola – ha dichiarato che le modifiche alla Costituzione le fanno maggioranze democraticamente elette, non una dittatura – mentre il gioco è sporco.
    Spartacus, Max, non vogliono capire (o non ci arrivano, poveretti) evidentemente.
    Non è che il sottoscritto sia d’accordo sulle riforme, tantomeno sul presidenzialismo.

  • Riccardo

    Napolitano dixit, caro Spartacus. “Democraticamente” non l’ho scritto virgolettato? Secondo te, perché?
    Occorre capire quello che si legge.
    Invece di prendertela con me, che non sono certo né per le riforme, né per il presidenzialismo, dovresti prendertela con Napolitano.

  • Riccardo

    Precisiamo, non rappresenta alcuni italiani.
    Me, no di sicuro. Ma tanti sono dalla sua parte.

  • Daniele

    Eppure seguendo ciò che dici si ha, non solo io a leggere i post, questa impressione piuttosto marcata. Cmq prendo atto che nemmeno a te queste contro-riforme risultano digeribili.

  • mario

    mettiamo ordine.

    Dopo il Fascismo, la strutturazione del sistema politico fu determinata dal vincolo internazionale (e dalla volontà interna di più parti di non superarlo, imponendo alla sinistra di rompere con l’URSS e di sostituire a un ceto politico tardo stalinista, uno liberal-democratico). Quello di buono e di cattivo che avveniva prima del 1989, non può essere raccontato senza ricordare ciò.

    Dopo il 1989 due alternative: bipolarismo vero o qualche forma di rinnovata centraliità del centro. Per il bipolarismo ci voleva: a Dx: una Dx non democristiana, forte nel paese, e >> riconosciuta da tutti come polo leggittimo di governo; a Sx: una Sx capace di governare, sostanzialmente acattolica, rinnovata escludendo il ceto di provenienza vecchio PCI/FGCI (diciamo una sinistra liberal, erede di Saragat-Salvemini et simili) (non pensi che alla fine dobbiamo ammettere che Martelli-Falcone sarebbero stati meglio di DAlema-Violante?)

    Per la rinnovata centralità del centro, ci vuole un ceto politico di fatto paracattolico (boyscout?), con il problema di essere ormai un paese sufficientemente secolarizzato da non votare cattolico (come l’effimero fenomeno Grillo dimostra).

    Cosa stiamo vedendo in questi giorni:

    — il fallimento del bipolarismo (direi per colpe varie, non ultima la magistratura inquisitorialie e i dalemiani, oltre ovviamente al problema storico del bipolarismo: che costringe i cattolici a dividersi in due, quelli di là e quelli di qua, e questo è molto difficile da ottenere in Italia;
    — il terzo, più violento tentativo di imporre un governo catto-centrista, con conseguenti trucchi costituzionali, un poco di antipolitica dall’alto, l’aiuto di Francesco e forse della Merkel
    — la fine definitva del ceto PCI

    Ovviamente, questa è una analisi delle dinamcihe politiche in senso stretto, poi c’è la partita dei contenuti (= quello che crediamo dovremmo fare in Italia), che però è un altro livello di analisi.

    ciao
    mario

    ps. il PD non esiste: esistono gli ex-PCI, e i cattolici all’opa della strutture vecchio PCI, prima ognuno va per la sua strada meglio è. Ovvero, io vedrei come un ulteriore elemento di confusione la creazione di un unico sindacato che fonda CISL e CGIL. (invece non vedo più il significato storico delle separazione UIL CGIL)

    pps rimane la curiosità umana di cosa muova con tale forza e decisione Napolitano? Una reale convinzione da born-again che il paese necessita un nuovo DeGasperi? La consapevolezza di pressioni internazionali per un commissariamento del paese? Sfiducia che il quadro amministrativo medio italiano (compreso chi vive di PA) sappia giocare al gioco bipolare?

    ppps il cadavere di Moro fu voluto da chi 1) non capì che l’energia del decennio 68-77 chiedeva di mandare la DC all’opposizione; 2) fece male i conti con i vincoli di Yalta e pensava che il PCUS -magari riformato- sarebbe rimasto per altri 100 anni. Moro poteva essere salvato, se Berlinguer si fosse dimesso da Segretario del PCI, ammettendo la miseria della politica del Compromesso Storico.

  • Riccardo

    Benissimo. Io insisto che è inutile continuare a combattere contro i poteri finanziario-economici, brandendo la spada della Costituzione italiana. Capisco che gli italiani sono stati bombardati con i media da refrain populistici – “la più bella del mondo”, seguendo un comico/regista che comunista non è, e che in un suo orrendo film, nel finale, fa liberare il campo di concentramento da un carro armato USA, leccando vergognosamente i piedi agli USA, e guadagnandosi una visione nientemeno che al Vaticano, entusiasta della versione data dell’olocausto.
    Non sempre l’opinione della maggioranza è quella giusta.

  • ANPI Isoverde Genova

    Condivido dalla pagina della sezione A.N.P.I. di Genova Prà questo interessante articolo, che invito a leggere(pagina A.N.P.I. Genova-Prà) “la posizione dell’A.N.P.I. sulle riforme Costituzionali” sull’ennesimo, attuale, rinnovato tentativo di riforme Costituzionali non propriamente condivise, che anche questo nuovo governo sta cercando di attuare.
    Sta cercando di attuare ostinatamente, sordo ed insensibile ai richiami e alle perplessità di molte persone, dai semplici cittadini fino ad arrivare alle rimostranze e ai dubbi di personalità di spicco e indubbia competenza e moralità quali Rodotà, Zagrebelsky, Carlassarre ecc ecc.
    Stasera nella ns. Sezione ci sarà la riunione del Consiglio.
    Anche se non è all’ordine del giorno, farò presente la NECESSITA’ di provare a fare qualcosa.
    UNIAMOCI TUTTI contattiamo il Presidente Smuraglia, le Sezioni Provinciali, le Sezioni locali, scendiamo ancora in Piazza, FACCIAMOCI sentire come a Ottobre 2013 a Roma.
    NON lasciamo nulla di intentato per fare sentire il nostro dissenso, contro queste ingiuste proposte che limiteranno ulteriormente le rappresentanze politiche e dell’elettorato.
    Alle commemorazioni gli interventi dei rappresentanti politici, trasudano sempre di retorica,belle parole, ricordi, per i sacrifici umani di molti ragazzi che purtroppo NON hanno potuto vedere realizzato il loro sogno di PACE, LIBERTA’ e DEMOCRAZIA, e quei pochi ancora vivi non credono ai loro occhi per tutto quello che è successo particolarmente negli ultimi 20 anni.
    BASTA romanticismi e presenzialismo alle commemorazioni, se poi dai Consigli Comunali fino al Parlamento si accodano ai giochi di squadra.
    Scusate lo sfogo, ma non se ne può più. Speriamo di riuscire a farci sentire.
    ORA E SEMPRE RESISTENZA

  • Franco Cilli

    Meno interrogativi e più proposte d’azione. Napolitano non è da tempo quello che un presidente dovrebbe essere, anche se i presidenti che lo hanno preceduto non erano certo neutrali ed esenti da pecche. Non c’è nessuna età dell’oro, a parte Pertini nessun rimpianto, c’è semplicemente un sistema Italia che oggi si salda con il peggiore liberismo. Questo è il punto

  • mario

    sarebbe un male? la storia italiana è complicata, forse si forse no, argomenta!

  • mario

    Zanda è un talebano cossighiano, nel sul CV Lottomatica, la gestione del Giubileo 2000 e qualche altra stronzata di giro catto-romano. Peraltro nel 1952 c’era Secchia, fatto fuori anche perchè si espose troppo contro la legge truffa.

  • Daniele

    Mha… questa piccola finestra di visione che utilizzi, non l’avevo nemmeno lontanamente considerata. Lasciando da parte i comici (uno in politica è già più che debordante) e pensando alla Costituzione italiana, mi vien da dire che i padri costituenti pensavano a noi, loro discendenti, come esseri adatti a incarnarne i principi (articoli precisi), penso tuttavia, anche nel pessimismo della ragione, che riponessero sin troppo ottimismo nella nostra volontà.