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Internazionale

«La violenza si ritorce contro chi la genera». Haiti non piange Moïse

Dopo l’assassinio-choc del presidente, è il caos. Stato d’emergenza e due presunti primi ministri in campo che rivendicano il potere. Uccisi quattro «mercenari» del commando omicida. Gli Usa pronti a «operare»

La polizia haitiana ieri davanti a un murale dedicato a Jovenal Moïse non lontano dalla sua abitazione

La polizia haitiana ieri davanti a un murale dedicato a Jovenal Moïse non lontano dalla sua abitazione

Il popolo haitiano vive «movimenti di incertezza» ma «non piange». Perché, assicurano le forze sociali riunite in Alba Movimientos, l'assassinio del presidente de facto Jovenal Moïse «è uno di quei casi in cui la violenza si ritorce contro chi l'ha generata per primo», finanziando gruppi criminali allo scopo di soffocare la mobilitazione permanente delle classi popolari, come pure le proteste dell'opposizione e dell'insieme delle istituzioni dello stato. MOLTO POCO SI SA ancora dell'attacco. Secondo la versione ufficiale, il presidente sarebbe stato ucciso da «mercenari professionisti» che si sarebbero presentati come agenti della Dea e si sarebbero poi scontrati con la...

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