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Editoriale

La vendetta di Madrid con il trucco della «legalità»

Madrid sta giocando alla guerra civile. Si comporta incredibilmente come se avesse avuto luogo un’insurrezione armata. Barcellona, invece, mantiene la calma e non valica il limite della protesta pacifica e del discorso democratico. Ciò che accade in Spagna è assolutamente inaudito. La destra spagnola sta sfruttando la crisi catalana per spostare in senso autoritario e repressivo gli equilibri politici del paese. Un governo democraticamente eletto viene incarcerato in blocco in seguito a una iniziativa politica rimasta, in buona sostanza, sul piano simbolico-comunicativo e già neutralizzata dall’esautorazione delle istituzioni catalane.

Nessuna violenza, discriminazione o negazione di qualsivoglia diritto può essere imputata agli indipendentisti catalani, organizzati del resto in associazioni e partiti legalmente riconosciuti, per motivarne la criminalizzazione.

L’arresto dei ministri rimasti in Spagna e l’incriminazione di quelli riparati all’estero rappresentano a tutti gli effetti una persecuzione politica e una indegna manifestazione di vendetta.

Il trucco della «legalità» che si sostituisce politicamente alla politica ha condotto a tutto questo, mettendo nelle mani di una magistratura notoriamente orientata a destra e forte di una Costituzione scesa a patti con l’eredità del fascismo, il futuro della convivenza civile in Catalogna e, probabilmente, anche in altre regioni di Spagna. Quale clima possa instaurarsi in un paese nel quale la rappresentanza della metà dei cittadini è dichiarata criminale e trattata di conseguenza è facile immaginare. Fino ad ora non ci sono che da ammirare i nervi saldi dei catalani, trascinati in una guerra intestina immaginaria da una politica che, nascosta dietro la magistratura, ha sistematicamente boicottato qualsiasi possibilità di dialogo. Giunto all’ultimo atto Puigdemont aveva di fatto ceduto accettando di congelare la dichiarazione d’indipendenza e di indire elezioni anticipate. Chiedeva in cambio la salvaguardia dell’autonomia catalana e la rinuncia a misure repressive nei confronti degli indipendentisti. Ma proprio questi erano, fin dall’inizio, gli obiettivi del governo di Madrid, guidato da una forza politica, il Partito popolare, da sempre impegnato nell’impedire ogni approfondimento delle autonomie per non parlare dell’evoluzione della Spagna in senso federalista. Ha dunque dell’incredibile l’appoggio offerto dal Partito socialista spagnolo alla crociata di Mariano Rajoy in cambio di una chimerica riforma federale. I socialisti spagnoli hanno di fatto indegnamente votato i crediti di guerra contro la Catalogna la cui distanza dal resto della Spagna è stata sancita assai più dalla linea di condotta del governo di Madrid che non dal referendum del primo di ottobre.

Fino ad oggi le aspirazioni indipendentiste catalane avevano ragioni assai discutibili, per non dire errate. Ma come atteggiarsi nel momento in cui dovessero assumere natura difensiva nei confronti di un nazionalismo unionista dal volto repressivo e violento? L’Unione europea di quest’ultimo si è mostrata finora complice, a conferma di quanto sovranismo nazionale scorra nelle sue vene. Il feticcio della «legalità» non servirà certo a fare i conti con quelle speciose «interpretazioni» della democrazia che da Budapest a Varsavia, oggi a Madrid e domani a Vienna, avvelenano e avveleneranno il Vecchio continente. L’affermarsi di politiche discriminatorie, l’applicazione arbitrariamente distorta di articoli di legge previsti per fronteggiare un rovesciamento violento dell’ordine istituzionale, mai avvenuto, costituiscono un problema che oltrepassa i confini della Catalogna e della stessa Spagna. Il causidico opportunismo di Bruxelles rappresenta l’ennesimo interessato fallimento dell’Unione europea. Si può dissentire radicalmente dalle scelte di Puigdemont e dei suoi ministri, ma sul fatto che costoro siano oggi dei perseguitati politici non c’è discussione. L’Europa dovrebbe rendersi rapidamente conto delle catastrofiche conseguenze del gioco condotto dal governo di Madrid.

  • gianni leali

    Non è vero che Barcellona non valica il limite del discorso democratico. Puigdemont e gli altri l’hanno valicato eccome, con un referendum illegale che era un golpe mascherato. Davvero speravano che Madrid non se ne accorgesse? E da tempo ho smesso di farmi fregare da chi mostra un atteggiamento pacifico: più o meno da quando ho scoperto cosa sia il comportamento passivo-aggressivo.

  • Angelo Tosolini

    opinioni ben scritte e ben motivate.

  • Federico_79

    Bravissimo Bascetta, a mio parere un articolo molto preciso. Vorrei eccepire solo su un punto: cioe’ che l’ indipendentismo catalano era prima errato ma ora ha piu’ giustificazione nell’ atteggiamento repressivo di Madrid. Ma, secondo me, questo atteggiamento repressivo esisteva gia’ nella storia, dai tempi di Franco ed anche prima, essendo da tempo immemore la molla che ha prodotto i desideri di indipendenza. Comunque, bravo!

  • massimo gaspari

    esiste l’idea di uno stato nazionale europeo che regolamenta direttamente le sue regioni?

  • aldo

    Articolo sbagliatissimo, per nulla condivisibile. Che a governare la Spagna sia la destra o la sinistra non cambia la sostanza del fatto che dichiarare l’indipendenza senza aver percorso vie condivise da tutte le parti è un atto unilaterale e dunque per quanto simbolico uno strappo inaccettabile dagli attori in campo.
    Molti anni fa il manifesto mi rispose, scrivo dal Veneto, che certe istanze di questa regione fanno parte più del campanilismo che di altro. Che dire, anzi che pensare? La Catalogna rivendica su quale base? linguistica? etnica? territoriale? storica?
    Ridicolo direi nel terzo millennio in cui tutte le popolazione del pianeta si stanno sempre più mescolando.
    Qualche giorno fa sul manifesto lessi che il PPE avrebbe approfittato e favorito della crisi catalana per distogliere l’attenzione dal più grande scandalo finanziario spagnolo-europeo.
    Pura dietrologia perché alla fine dell’articolo si sarebbe potuto aggiungere che i vertici catalani sono parte della sceneggiata per distogliere l’opinione pubblica.
    Quindi tutto opaco e tutto opinabile.
    I fatti oggettivi sono la forzatura dei catalani e l’inevitabile rigore delle regole, quelle che nel nostro bel paese non sono mai applicate o meglio eluse con lungaggini, prescrizioni e d inefficienze che ci hanno abituati a non vedere mai nessuno assumersi le responsabilità fino in fondo, fino alle ultime conseguenze.
    Buon lavoro

  • Federico_79

    guarda che Barcellona e’ da sempre simbolo di tolleranza e mescolanza multietnica. l’ indipendentismo e’ in questo caso disgiunto dal nazionalismo

  • sebastiano

    Occhio ragazzi……se passa l’indipendenza catalana è finita per l’Europa in tutti i sensi ….sarà un disastro politico ed economico EPOCALE..Si torna al medioevo con staterelli a destra e a manca che non conteranno niente in balia di Stati Uniti e Cina e con l’Africa che esploderà definitivamente e si riverserà definitivamente sul nostro “vecchio” continente.Non voglio essere piu’ realista del RE…ma nel bene e nel male la vecchia Europa è il posto piu’ vivibile,socialmente sicuro e garantista del mondo(pensate alle disuguaglianze che ci sono e meditate sulla vostra acqua calda che vi esce dal rubinetto in ogni momento) La stupidita e la debbennaggine di entrambe le parti in gioco è stata ENORME,rasenta la pazzia…..la frittata è servita uscirne sarà un grosso problema per tutti…….!!!!!!!! Ricordatevi che i confini e quindi gli stati non si vedono dall’alto dei satelliti…gli abbiamo inventati noi per il potere di pochi. Vale sempre il vecchio detto “proletari di tutto il mondo UNITEVI…….NON DIVIDETEVI” La mia è una provocazione ma in questo momento la storia Europea ha bisogno di integrazione non divisione.Ok….. con regole ridiscusse e piu’ attente alle reali necessità della gente ……ma certamente NO con ulteriori divisioni territoriali…….ripeto la nascita di uno stato della Catalogna sarebbe un disastro. Auguri a tutti………

  • Jo Mateix

    Infatti. E poi il discorso di Aldo non sta in piedi perché NON conosce come funziona lo stato spagnolo. In Italia siete da sempre disonformati sulla Catalogna, intenzionalmente aggiungo (vd problema Lega). La Catalogna NON ha uno statuto privilegiato come quello de Baschi, anzi. Negli ultimi anni è stato CONTINUAMENTE ritagliato fa pp e psoe impedendo persino l’appl. di leggi per sconfiggere la povertà. O bocciando rchieste accettate invece in altre comunità come l’Andalusia (feudo Psoe alla siciliana). Riformare la cstituzione è IMPOSSIBILE. La maggioranza del Senato è SEMPRE i mano al pp (franchisti) grazie a un conteggio di senatori che NON tiene conto dell num di abitanti popolazione. In Cat il pp prende l’8%. L’otto!!! Il psoe-psc l’11%. La sinistra catalana è ERC e la CUP. Il PDeCat è ormai di centro (non è più CiU). È OGGETTIVAMENTE un altro mondo. Ma, soprattutto, da più di un mese stanno mandando squadristi falangisti spagnoli da tutte le regioni per seminare il terrore. Ci sono stati oltre trenta feriti (oltre ai mille del 1/10) e in Europa NESSUNO FA NIENTE. Hanno via libers perché la polizia spagnola non solo non li ferma, LI INCITA. È una VERGOGNA DEMOCRATICA. Cercano la violenza a ogni costo. E l’Europa (Italia in primis, vd Tajani) è complice di questo schifo. Quello degli spagnoli nei confronti dei catalani è DA SEMPRE odio razziale.

  • Jo Mateix

    Rendetevi conto una buona volta che in Spagna mettono della gente in galera per delitti di OPINIONE. Si chiama Ley Mordaza (Bavaglio), applicata SOLO quando si critica il governo centrale (pp o psoe a seconda della legislatura, tanto sono UGUALI) Solo nell’ultimo mese hanno messo dentro per dei tweet un basco (proprio oggi, criticava la dispersione dei carcerati, mandati in carceri a 1000km da casa loro), facebook (2 giovani catalani che condannavano le violenze del 1/10, una era una donna di 30 anni con due figli arrestata di notte a casa sua!!) e canzoni (un gruppo rap basco, l’altro giorno). Un gruppo di ragazzetti baschi è in carcere da UN ANNO per una rissa in un bar trasformata d’incanto in TERRORISMO. RISCHIANO 50 ANNI a testa!!!!!!! Cercate ‘chicos Altsasu’ in google. Ma di che c…o parlate se non sapete niente!! Se vai in giro con svastiche e bracci alzati e bandiere con l’aquila romana invece ti applaudono, perché España una grande y libre e blablabla. Nelle ultime manifestazioni alla berlusconi (pullman gratis da ogni dove, persino dall’Extremadura) di Barcellona hanno manifestato INSIEME il psoe con il pp-Cs con la FALANGE, VOX, le JONS, HOGAR SOCIAL, FUERZA NUEV, ESPAÑA 2000, LA LEGIÓN!!! DEI NAZISTI!!! Ma sul serio, vi siete mangiati il cervello in Italia??? Nemmeno sul Manifesto condannate il FASCISMO flagrante? I barcellonesi erano RINTANATI IN CASA, TERRORIZZATI. Hanno spaccato tutto in centro, dato fuoco a bandiere catalane, picchiato gente per strada, quelli più ‘tranquilli’ prendevano a pugni le macchine e non le lasciavano passare se non dicevano ‘viva españa’! Sono entrati in una scuola con dei RAGAZZINI DENTRO, hanno spaccato le porte di una radio/(Catradio). Della Spagna gli italiani non conoscono un ca..o, conoscono solo Ibiza e Formentera, il mondo parallelo. SVEGLIA!!!!!

  • Jo Mateix

    Come se in iItalia nei 70 avessero INCARCERATO De André per il Bombarolo o Guccini per La locomotiva. E siamo nel 2017!!!

  • Jo Mateix

    Josep V. @valtonyc (twitter) condannato con sentenza a 3 anni e 6 mesi di CARCERE per i testi delle sue CANZONI. SSpagna, 2017
    Questa è la DITTATURA spagnola che troppi italioti difendono deridendo la volontà dei catalani di liberarsene.

  • Jo Mateix

    Mi dispiace dirlo in questi termini, ma è un discorso completamente falso. Il golpe, da che mondo è mando, lo fanno le forze armate o al massimo la polizia. E così ha fatto la Spagna. Curioso usare questa terminologia di fronte a un referendum votato da una chiarissima maggioranza. E poi il referendum era “alegale” (non illegale), secondo la legislatura spagnola, ma nessuno ci fa caso, perché è più facile seguire gli slogan dei giornali spagnoli e non complicarsi la vita guardando le cose da dentro. Perché, se le guardiamo da dentro, qui stiamo subendo una militarizzazione costante del territorio con provocazioni fasciste vissute giorno dopo giorno. Gli unionisti non sono tutti fascisti, certo: ma se non ricordate che, a differenza di Hitler e Mussolini, Franco è morto nel proprio letto e non si è fatta mai un’autocritica generale, sarà difficile interpretare quello che sta succedendo. E la Catalogna, tra alti e bassi, ha sempre invocato nei secoli l’autodeterminazione. L’ultima volta un’ottantina di anni fa e sappiamo com’è finita. Se la Spagna riprende il controllo, diventeremo ufficialmente una colonia. Forse allora tutto sarà chiaro, ma sarà troppo tardi…

  • gianni leali

    1) Tirare in ballo Franco è una forzatura che non fa onore a chi la adopera. La Spagna di oggi è un Paese democratico che sta cercando di far valere la Costituzione contro chi ha organizzato un referendum che la magistratura aveva vietato. Quindi non era “alegale”, era proprio illegale. Ti do una notizia: era illegale anche secondo le norme della Comunità Catalana. 2) Il golpe non lo fanno solo i militari: lo fa chiunque attenti alla sovranità di uno Stato di diritto. Puidgemont e i suoi speravano che camuffando il golpe da referendum non se ne sarebbero accorti, a Madrid? Adesso sono accusati di sedizione e altro. Ed è giusto così.

  • Liuakela

    Allora venga quà ad abitare e poi ne parliamo ! Le leggi vanno riformate perché devono servire al popolo e non viceversa. Si è cittadini , non servi o sudditi. Facile parlare quando proprio voi avete sbattuto fuori gli austriaci e anche i vostri sovrani. Stato di diritto? Quale ? Il diritto di fare dei e con i catalani quello che pare al PP, sterminarli, farci sparire completamente dalla faccia della terra ? Tirare in ballo Franco una forzatura? Lei non sa proprio nulla, non sa di cosa parla. Io sì, io sono nata e cresciuta col franquismo, Ho vissuto in Italia 17 anni, e ho viaggiato parecchio per avere termini di paragone. E’. giusto così? Lei è comodamente seduto sulla sua poltrona vero? Sa cos’è una nazione progressista? Tutto l’opposto della sua caro signore.

  • Jo Mateix

    Sai cos’è il DIRITTO ALL’AUTODETERMINAZIONI DEI POPOLI riconosciuto come parte dei DIRITTI UMANI FONDAMENTALi? No, non lo sai. Così come non sai come funziona la riforma della costituzione spagnola POSTFRANCHISTA. Intoccabile perché il senato è totalmente BLINDATO da pp-psoe. Che in Catalogna non rappresentano NESSUNO essendo partiti di MINORANZA. Per questo sia il pp che il psoe, da MADRID, hanno BOCCIATO uno statuto d’autonomia votato e approvato dall’80% dei catalani. Siamo una COLONIA. L’ultima colonia della Spagna monarchica borbonica. Trovo d’altronde PATETICO e vergognoso che un lettore del MANIFESTO difenda una MONARCHIA AUTORITARIA (Felipe VI è a capo DELL’ESERCITO, non ve ne ricordate mai) opponendosi alla nascita di una REPUBBLICA democratic. Ne deduco quindi che non condividi i principi di libertà e giustizia che stanno alla base di questo giornale. Un comunista che difende una monarchia. Siete veramente al delirio..