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La superlega di pallone come metafora dell’autonomia differenziata

Autonomia differenziata. La vicenda della pandemia ha dimostrato come il tentativo di affermare un “neocentralismo” regionalistico, quanto mai incarnato nella figura dei cosiddetti e sedicenti “governatori”, sia utile solo a porre le basi per una frantumazione dell’assetto repubblicano, regolato di fatto da un sistema con al centro la Conferenza Stato-regioni, che sposta sempre più i centri decisionali dalle assemblee elettive e rappresentative agli organi esecutivi: similmente alla Super Lega che pensava di potersene infischiare dell’UEFA e delle federazioni calcistiche nazionali

Un’occasione utile per spiegare in maniera semplice la cosiddetta “autonomia differenziata” ce l’ha offerta la vicenda della Super Lega europea di calcio: dodici squadre, tre spagnole (Real Madrid, Barcelona, Atlético Madrid), sei inglesi (Manchester United, Manchester City, Chelsea, Arsenal, Tottenham, Liverpool), tre italiane (Juventus, Inter e Milan), se ne dichiarano fondatrici con un comunicato stampa del 18 aprile scorso. Prime pagine e titoli di apertura vengono immediatamente dominati dalla notizia. L’annuncio genera una fortissima reazione contraria di UEFA e federazioni calcistiche nazionali e persino di presidenti e primi ministri. I tifosi scendono in piazza e si scatenano sui social contro...

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