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Europa

La Spagna si riscopre plurale

Elezioni in Spagna. Nulla è come prima. Tre scenari, ma uno solo è il preferito dai mercati e dalle cancellerie europee. I socialisti mai così male ma decisivi per ogni governo. Dal País alla vecchia guardia forti pressioni per una «desistenza» con i popolari nel nome dell’unità del paese. Eppure l’alternativa «zapaterista» è ancora praticabile

L’ultimo dibattito tv tra Sanchez (Psoe, a sinistra) e Rajoy (Pp, a destra)

L’ultimo dibattito tv tra Sanchez (Psoe, a sinistra) e Rajoy (Pp, a destra)

Nell’incertezza generale, il giorno dopo il voto spagnolo una cosa è chiara: la formazione del prossimo governo passa dalle scelte del Partito socialista. La malconcia formazione di Pedro Sánchez, infatti, è l’unica che può giocare su più tavoli: è debole, ma indispensabile. La consegna del momento, dunque, è mantenere la calma. Ieri il numero due César Luena si è limitato a dichiarazioni di prammatica: «Tocca al Pp prendere l’iniziativa, noi agiremo con prudenza e responsabilità». Le sirene dei conservatori si fanno sentire: «Dialogheremo con generosità per trovare un’intesa» ha affermato Mariano Rajoy, al quale i socialisti avevano anticipatamente già mandato...

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