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Internazionale

«La soluzione per il Sahel non può essere solo militare»

Intervista. Alla vigilia del vertice franco-africano in Ciad parla il giornalista e scrittore Seidik Abba: «I governi locali avrebbero dovuto investire in scuole, servizi sanitari e crescita lavorativa. Se questo avvenisse realmente il fenomeno jihadista perderebbe la sua forza propulsiva»

Il presidente francese Emmanuel Macron con i suoi omologhi dei paesi saheliani lo scorso anno al summit Pau

Il presidente francese Emmanuel Macron con i suoi omologhi dei paesi saheliani lo scorso anno al summit Pau

Attacchi contro le popolazioni civili (2mila morti in questi ultimi due anni e 2 milioni di profughi), attentati sempre più frequenti sia contro militari francesi sia contro la missione Minusma e le forze di sicurezza locali, proteste contro la presenza francese in Mali e polemiche in Francia con la richiesta di ritiro dei militari della missione Barkhane. In questo clima il 15 e il 16 febbraio si terrà a N’djamena, in Ciad, il vertice tra i paesi della forza G-5 Sahel (Mali, Burkina Faso, Niger, Ciad e Mauritania) e la Francia, per decidere le prossime strategie di contrasto all’ascesa jihadista...

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