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La Siria chiama l’Ucraina e viceversa

Usa/Russia. Le guerre sono "locali", la posta in gioco è globale. Sulla durezza delle politiche di Washington e Mosca si può discutere, ma è l'America che manifesta le maggiori contraddizioni

Il segretario di stato americano Kerry e il ministro degli esteri russo Lavrov

Il segretario di stato americano Kerry e il ministro degli esteri russo Lavrov

Dopo le manovre e le provocazioni è venuto il momento degli hackers, dei moniti formali e della dislocazione di missili e truppe. Sulla durezza delle rispettive politiche fra Usa e Russia si può discutere. Ma la parte che manifesta le maggiori contraddizioni è sicuramente l’America. Le posizioni delle due potenze nel teatro siriano – giunte vicinissime allo scontro nella battaglia di Aleppo (9 mila miliziani, quasi tutti jihadisti, e 275 mila civili sotto assedio) – possono essere sintetizzate così. La Russia è pronta a combattere fino all’ultimo uomo (intanto siriano) pur di prorogare la tenuta al governo di Bashar al-Assad...

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