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Visioni

La sfida di Beshay contro il destino

Cannes 71. Unica opera prima in competizione, «Yomeddine» di A.B. Shawky è ambientato in un lebbrosario nel deserto egiziano

Una scena da «Yomeddine» di A.B. Shawky

Una scena da «Yomeddine» di A.B. Shawky

Il concorso di Cannes è solo molto raramente accessibile a registi esordienti. Yomeddine, l’unico primo film della competizione 2018, potrebbe sembrare un candidato implausibile alla postazione. Un piccolo film, tra Lynch e il neorealismo, lontano dal cinema monumentale generalmente prediletto sulla Croisette e dalle star internazionali che, dal tappeto rosso, «fanno» i titoli del giorno. Più piacevolmente imprevisto che dissonante abbastanza da lasciare un segno, il road movie dell’austriaco-egiziano A.B. Shawky – ex studente della New York University- è però un sintomo del festival di quest’anno, e della generale impressione di una macchina enorme, un po’ inceppata, che sta cercando,...

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