closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Visioni

La scommessa sul futuro della Biennale «dal vivo»

Festival. Teatro, danza, musica tornano in scena dopo lunghi mesi col debutto dei nuovi direttori, Ricci&Forte, McGregor, Ronchetti. E un cartellone tra ricerca del nuovo e attenzione al pubblico

«Qui a tué mon père» di Ostermeier;  Germaine Acogny

«Qui a tué mon père» di Ostermeier; Germaine Acogny

Suona davvero come una grande sfida la Biennale veneziana «dal vivo» (ovvero musica, teatro e danza) di quest’anno, dopo che per tanti mesi la pandemia ha bloccato ogni forma di spettacolo. Una sfida che promette però di raccogliere frutti interessanti. È questa la prima edizione presieduta da Roberto Cicutto, e dai direttori di sezione da lui scelti l’anno scorso. Il fatto di essere egli stesso un «imprenditore» culturale (e aver ricoperto incarichi pubblici importanti, come la presidenza dell’Ente cinema) ha sicuramente influito sull’impronta ispiratrice che è insieme attenta alla ricerca del nuovo e alla capacità di coinvolgimento del pubblico. Basta...

Per continuare a leggere,
crea un account gratuito

Registrati

Hai già un account? Accedi