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Editoriale

La scelta coraggiosa del giovane Alexis

Forza Syriza. Tsipras ha fatto davvero la cosa giusta. Perché le decisioni greche riguardano tutti noi

Alexis Tsipras

Appena ricevuto l’incarico per formare il nuovo governo, Tsipras ha fatto due cose per niente formali: è andato a Kesarianì, dove, nel 1944 200 partigiani greci furono fucilati da fascisti e nazisti, e si è rifiutato – primo presidente del consiglio nella storia del paese – di baciare la Bibbia e inginocchiarsi davanti al capo della Chiesa Ortodossa. Tanto per chiarire gli equivoci che avrebbero potuto nascere sulla scelta compiuta: l’accordo con Panos Kammenos, leader di Anel, i greci indipendenti fuorusciti da «Nuova Democrazia», 13 deputati decisamente di destra e ossequienti alla religione.

Equivoci infatti nell’immediato ce ne sono stati. Quando la notizia della decisione ha cominciato a diffondersi ero ancora ad Atene e ho così potuto condividere con qualche compagno di Siryza le reazioni all’accaduto. Inutile negare: sorpresa, imbarazzo, anche incomprensione. Peggio quando ho incrociato gli italiani della Brigata Kalimera che si erano attardati a rientrare in patria dopo la festosa nottata di domenica. Dio mio, il patto del Nazareno?

Io credo che il nostro compagno Alexis abbia fatto la cosa giusta. E da quel che mi dicono al telefono gli stessi che lunedì mattina manifestavano le loro perplessità mi sembra che, nel suo insieme, il partito, passato il primo momento, abbia capito il senso della scelta compiuta da Tsipras-primo ministro. Che peraltro non tradisce il mandato del comitato centrale di Siryza, l’ultimo prima del voto: nessun compromesso con chi ha firmato l’odioso Memorandum della Troika. Gli unici a non averlo fatto – se si escludono i fascisti di Alba dorata – sono proprio quelli di Anel. Anche il Kke, naturalmente, che con i suoi ben 15 deputati avrebbe potuto costituire la più ovvia delle alleanze. Ma sapete tutti che gli ultimi filosovietici (chissà di quale Urss), sin dall’inizio hanno detto che non avrebbero mai collaborato con un governo di Siryza perché pro-europea. Salvo, subito dopo la sua clamorosa vittoria, aprire uno spiraglio ad un voto positivo su singoli provvedimenti che «il popolo» (cioè il Kke) giudicherà buoni. Troppo poco per formare il governo, che aveva bisogno, subito, di almeno altri due deputati, non male in prospettiva.

Lasciamo da parte l’equazione più assurda ( quella Tsipras = Renzi), pur evocata da qualche sconsiderato twitter, e per due buone ragioni: Siryza ha fatto una campagna elettorale in cui la sua identità di sinistra è stata sempre riaffermata con grande forza e , coerentemente, il suo programma è tutto mirato a dare rappresentanza agli interessi dei più poveri (il contrario del job act, come è stato scritto). Inoltre il compromesso con Anel è limpido e «di scopo»: chiaramente limitato alla durissima contrattazione con la troika.

Si tratta di una scelta molto dura, coraggiosissima e anche rischiosa come tutto ciò che si fa per coraggio. Sarebbe stata più facile una prudente alleanza con i centristi, che avrebbero però condizionato il governo pesantemente, spingendolo ad una logorante mediazione, e poi a un parziale cedimento. Era quello che auspicava Bruxelles. Tsipras ha deciso invece di andare al braccio di ferro. Perchè quello che Siryza chiede non è un aggiustamento un po’ meno rigoroso, ma un mutamento sostanziale della linea di politica economica dell’Unione Europea. Per questo non si è limitata a chiedere una dilazione nel pagamento del proprio debito ma una Conferenza straordinaria che affronti il problema della crisi, non solo della Grecia, in tutta la sua complessità. Vale a dire l’occasione per affrontare non solo le magagne greche, ma anche quelle degli altri paesi, per varare regole nuove e diverse da quelle stabilite nel 2012 dal trattato sui bilanci. A cominciare da una unificazione della politica fiscale, per porre fine alla pratica del dumping allegramente usata dai più forti, e di un più intelligente rapporto fra livello del deficit e livello degli investimenti.

Il nuovo esecutivo non tradisce il mandato del comitato centrale della Sinistra Radicale greca che è: «Nessun compromesso con chi ha firmato l’odioso Memorandum della Troika»

È ben paradossale che la troika, e con lei tutti i c.d. benpensanti europeisti, stia facendo due cose assolutamente contraddittorie: accusare la Grecia di aver sperperato danaro e perfino di aver falsificato i propri bilanci e insieme auspicare che restino al comando proprio gli stessi colpevoli di questa bancarotta fraudolenta. Non potrebbe esserci prova migliore che quanto interessa Bruxelles non è la sorte dell’Europa, ma la salvaguardia degli interessi che difendono, gli stessi che serve Samaras e i governi che oggi dettano legge nell’Unione. I quali sono responsabili di gran parte del debito accumulato da Atene: la tragedia di Acebes, dove un F16 greco è precipitato producendo un disastro, è drammaticamente lì a ricordarcelo nel giorno in cui Alexis diventa primo ministro. Chi mai ha insistito perché quegli aerei venissero acquistati? La logica è sempre la stessa, da quando il problema del debito, negli anni ’80, è esploso in Africa e America latina: i governi occidentali hanno agito come i «puscher» con la droga, aprendo le loro borse al credito perché paesi che avevano ben altre priorità acquistassero merci e servizi superflui, impegnandosi il patrimonio pubblico. Ho detto che la scelta di non annacquare il confronto con Bruxelles è molto coraggiosa, perchè c’è da attendersi una risposta durissima. Le prove per Tsipras e l’intera sinistra greca saranno difficilissime e la nostra solidarietà – se saprà essere dettata dalla testa oltre che dal cuore – essenziale. Ben sapendo tutti che per vincere non basterà respingere il diktat della troika, ma avviare un modello di produzione, di consumo, di organizzazione della società diverso da quello attuale: una maggiore liquidità se si continueranno a fare le stesse cose – supermarket, speculazione edilizia, spreco – non servirà a molto. Per questo non basta invocare politiche keynesiane di intervento pubblico, occorre anche indicare quale e per quale tipo di sviluppo. A questo progetto Anel non servirà, ma c’è tempo per creare, nella società oltre che in parlamento, un consenso sui progetti di più lungo periodo. È un tema che dovrà essere al centro della riflessione di tutta «L’altra Europa», perché non riguarda solo la Grecia, ma tutti noi. Ne abbiamo abbastanza per i prossimi anni.

Intanto, forza compagni di Siryza, per ora si è almeno svelata la stupidità di Bruxelles che si comporta come Buridano (o Melchisedecco, non ricordo) col suo asino: «Che peccato – aveva esclamato – proprio ora che gli avevo insegnato a non mangiare, è morto».

P.S. Il ministero della difesa in mano ad Anel? Vista la tradizione greca, crearsi qualche punto d’appoggio contro eventuali avventure dei militari, non è un brutta idea.

  • Scimmia

    Se però i 5stelle si alleano con ukip sono fascisti!
    Che giramenti di frittate!
    Diciamo allora che, vista la situazione, han fatto bene entrambi!
    Poi i fatti parleranno.

  • RossoVeneziano

    Governo con l’ultradestra e senza neanche una donna ministro. Per ora non lo cambio col governo Renzi. Poi vedremo. È come una maggioranza SEL +NCD, anzi SEL + Fratelli d’Italia. Tutta da verificare. Senza donne, ricordiamocelo anche se la Castellina per ovvio imbarazzo non lo dice.

  • Evangelos Polkos

    condivido l’ osservazione dell’ articolo, P. Kammenos e gli Anel si prospettano alleati molto più fidati nel portare avanti scelte più radicali nelle decisoni più pressanti del momento, e non scelte di mera estetica o di ideologia, di “bandiera” se volete con il senso stretto del termine. Misurare con l’ apposito “sinistrometro” i potenziali amici vuol dire creare futuri nemici, e se questo errore lo commete con il suo “destrometro” il potenziale avversario, il gioco lo perde lui. Il leader del Potami è una creazione mediatica, una telepersona appoggiata dai peggiori interessi del pensiero unico finora dominante, acriticamente pro-europa e pro-euro, con i discorsoni sui bravi furfanti greci che rubano e evadono solo loro, le colpe tutte loro per quel poco di stato sociale misero e disfunzionale e iniquo che c’ era ecc.
    Faccio notare un dettaglio sul riuscito commento del post scriptum: i colonelli storici si sono appoggiati su pochi reparti d’ elite del’ esercito, mezzi corazzati e πεζοναυτες/marines per fare il golpe stesso del ’67 ma per mantenere il potere per ben sette anni la polizia di stato e quella militare hanno giocato un ruolo più decisivo (la famigerata EAT-ΕΣΑ , polizia militare dell’ esercito fu la responsabile delle disumane torture al celebre Alekos Panagoulis e a migliaia di greci in lotta contro la giunta), non dimenticando i servizi segreti nostrani e statunitensi. Al momento attuale, io avrei la paura del coup-d’etat dalla parte non dei colonelli ma dei marescialli! con la polizia che ci ritroviamo che vota quasi a maggioranza l’ Alba Dorata, figuratevi voi…
    E una nota personale, di famiglia diciamo: la visita di Tsipras a Kesariani è un motivo di commozione in più per il sottoscrito, che porta orgogliosamente il nome e cognome esatto di uno di queli duecento fucilati comunisti del 1mo maggio 1944, essendo suo nipote.
    Mi scuso per l’ ortografia, vi ringrazio per l’ attenzione

  • Max lo scettico

    Non vedo il rapporto fra le due cose. La scelta di Syriza è legata alla necessità di garantirsi una maggioranza parlamentare per realizzare le riforme che il paese attende, quella della Grillo & Casaleggio Associati no (del resto per quello che stanno facendo in Europa, avrebbero potuto restare a casa).
    E poi diversa è la natura del programma di Syriza (il M5S, marchio depositato, ha ottenuto voti senza programma economico e per il resto, scopiazzando a dritta e a manca, senza esiti coerenti).
    Ad ogni modo, come ricordato dalla Castellina, non è affatto escluso che il KKE possa apportare il proprio sostegno. In tal caso, il ruolo di Anel, sarebbe ulteriormente accessorio.

  • Anacleto Bomprezzi

    Luciana di conosco da 50 anni è ora che vai in pensione.

  • russell

    non c’è nessun paragone possibile, il m5s è un movimento farlocco e inutile, senza né capo né coda, che sta già implodendo da solo, prima si toglie dalle scatole prima sarà possibile creare un qualcosa come una Syriza italiana

  • Daniele

    Grazie della tua opinione più che informata, Evangelos.

  • Michele Anunziata

    E alla “donna” detta esattamente Dea Madre o sogno luciferino avrebbero dato il Ministero dello Spettaoclo che le è congeniale per DNA?

  • Daniele

    “..Non
    basta (però) invo­care poli­ti­che key­ne­siane di inter­vento
    pub­blico, occorre anche indi­care quale e per quale tipo di svi­luppo… È un tema che dovrà essere al cen­tro della rifles­sione
    di tutta «L’altra Europa», per­ché non riguarda solo la Gre­cia, ma
    tutti noi.”
    Questo è un tema centrale da cui dipenderà il nostro futuro. Ottimo averlo ricordato e sottolineato.

  • Max lo scettico

    Meglio Luciana con 50 anni di passione politica che Grillo con 30 anni di avanspettacolo.

    p.s.: e comunque commenti come questi riflettono in pieno il vuoto della retorica grillaiola con le sue categorie da rotocalco da quattro soldi.

  • Angela

    Che sviolinata! Bene, adesso lo vedremo alla prova dei fatti questo fenomeno della natura. Mi auguro che nella sua agenda, oltre all’allentamento degli accordi con l’Europa che ha prestato alla Grecia decine di miliardi per evitarle il fallimento (Germania 60 miliardi, Francia 46, Italia 40, Spagna 26 e Olanda 12) grazie alla politica di sprechi e spesa pubblica perpetrata dai precedenti governi, Tsipras abbia anche la lotta alla corruzione e all’evasione fiscale, fenomeni perfino peggiori che in Italia. Complimenti per gli alleati antisemiti e razzisti di Anel (anche se si vuole minimizzare definendoli indipendentisti), cascano a fagiolo nel giorni della memoria. Voglio ricordare, in fine, la legge elettorale che ha permesso tutto questo: col 37% in Grecia si può formare un governo monocolore grazie al premio di maggioranza di 50 seggi. Per pochi decimali questo non è avvenuto. Non si fanno accordi pre-elettorali ma solo post, dunque dopo il voto ci si può alleare spensieratamente con chi si vuole. Se gli elettori di Tsipras avessero saputo le alleanze prima, gli avrebbero dato il loro voto? Mistero. Qui in Italia è come se Rifondazione avesse vinto alleandosi, poi, con la Lega. Ma se lo fa Tsipras è geniale.

  • Mibomi

    Spero che abbia preso le decisioni giuste, il tempo dirà pero per andare a Bruxelles è meglio che si prepari il para denti e anche il para ba… perché lo stanno aspettando per per farli la festa e non ci sarà nessuno a darli una mano ossia 27 contro uno almeno fino a prossime elezioni in giro per l’Europa il panorama e nero come la pece.

  • Gianluca Laneve

    Peccato che tale alleanza, proposta al KKE, sia stata rifiutata per un capriccio puramente ideologico. Come la metteresti ora che sai che i Filo-Sovietici stanno facendo le veci della Socialdemocrazia Filo-Troika e di quei Fascisti di Alba Dorata? Direi che in Grecia, situazione ben peggiore, sia necessario una coalizione che garantisca tematiche sociali e di alternativa alla troika con forze che non ostacolerebbero l’operato di Tsipras e e da ciò posso dire che ANEL, Fascisti del nuovo millennio che considero anch’io, sia l’unica forza che abbia accettato un Governo di Sinistra e il suo Socialismo dell XXI Secolo con tutte le controversie che vigono tra le due formazioni, a differenza di quei Rossi-Bruni del KKE che si dimostrano più Filo-troika di quanto loro non lo possano rinnegare.
    P.S. Salvini ha già dichiarato il suo appoggio a Tsipras e ciò dimostra quanto la Destra si presenti priva di qualunque azione politica anti-troika e che ciò è possibile soddisfarla davanti un fronte comune.

  • Angela

    No, i comunisti greci non hanno voluto l’accordo con Syriza per il motivo opposto. Ritengono Tsipras troppo “moderato”. Loro sarebbero per azioni più radicali, immagino non pagare più un euro del debito e uscire dall’Europa, magari andando sotto il cappello Russo, chissà. Definire il KKE pro Troika proprio no. In ogni caso Tsipras ha un cammino difficile e pieno di ostacoli, se vuole rimanere in Europa e nell’euro, come dice, gli toccherà mangiare la minestra. In alternativa esca dall’euro, senza pretendere più un centesimo, se non è in grado di onorare i prestiti. Quando avrete finito di festeggiare Tsipras e vi sarà passato il mal di testa, sappiate che quei 40 miliardi che l’Italia ha prestato, sono i nostri soldi. In fine spero che la doccia fredda di realpolitik sia di lezione anche per la politica nostrana.

  • russell

    e chi ti dice che l’Europa resterà quella imposta dalle oligarchie finanziarie e dalla Troika? è proprio qui la sfida del prossimo decennio

  • triscele

    è certo che l’establishment finanziario internazionale farà di tutto per rendere inoffensiva la grecia di tsipras, ma
    vedere la piazza di atene impazzita di gioia per la vittoria e ballare al suono
    di ROCK THE CASBAH dei clash è una sensazione che vale da sola forse un’intera
    esistenza. Domenica abbiamo assistito alla versione 2000 della storica
    battaglia di Little big horn: non servì a evitare il successivo massacro dei sioux ma lì,
    in un solo giorno, si diede un senso alla parola DIGNITA’ per tutte le generazioni sapiens passate e future.

  • Kamauli

    francamente sono molto perplessa di questa alleanza, magari su alcuni punti funzionerà, ma mi chiedo ad es. che politica verrà fatta nei confronti di migranti e richiedenti asilo, lì non vedo cambiamenti, ma certo ci sono delle priorità ed agnelli sacrificali…
    Che tristezza! Il fatto delle donne è il meno, bisognerebbe sapere quante hanno candidato e sono state elette. Se tutti i poveretti “proletari” e non si svegliassero e ribaltassero tutto! altro che Tzipras! Poi non so cosa avrei fatto al suo posto. Forse restavo all’opposizione e l’alleanza con destra/sinistra la facevo solo su alcuni punti. Ma magari si perdeva un’occasione. Quanto ai 5stelle no comment! Bisognerebbe fare cultura politica e non raccogliere chiacchiere da bar, allora qualcosa cambierebbe. Io sono molto depressa perché alla maggioranza della gente non frega niente che ci cambiano la costituzione, ognuno tira l’acqua al suo mulino e si tira a campà, salvo prendersela con gli stranieri, chi chiede l’elemosina, zingari, ed impiegati pubblici. Poi lecchiamo il culo ai potenti che bello. Ma ricostruire una sinistra no? Altro che tzipras!

  • Gianluca Laneve

    Soldi nostri svenduti dagli Oligarchi Moderati che hanno diretto la Politica Italiana verso il baratro e la Grecia verso l’inferno, come nuovo modo per addebitare gli stati e strozzare le Popolazioni in crisi.
    Io non me la prenderei con Tsipras e la Grecia quanto con la Germania e le lobby annesse e connesse.

  • Basta

    qualcuno mi spiega come si fa a “cambiare il modello di produzione e consumo e organizzazione della società”? si va tutti a pregare a Stonehenge? E a che cosa servirebbe cambiare il modello di produzione in un paese che sostanzialmente non produce nulla e ha un PIL inferiore a quello di una qualunque provincia veneta?

  • russell

    e la grammatica da terza elementare

  • fabnews

    perché’ ti hanno cancellato il commento all’articolo del manifesto del 18gennaio su: <<Syriza o no, i patti vanno rispettati» ?
    Cosa avevi scritto?

  • Angela

    Il debito della Grecia l’ha fatto la Grecia, non l’Europa. Quando la Grecia è entrata nell’euro avrebbe dovuto subito avviare le riforme e sfruttare gli interessi bassi sul debito per ridimensionarlo. Invece ha continuato in insensata spesa pubblica, assunzioni nelle Pubbliche Amministrazioni, pensionare a 50 anni ecc… la Germania ha speso 1500 miliardi per riunificarsi, no bruscolini, ma i tedeschi, quando hanno un obiettivo (nel bene e nel male) sanno soffrire e collaborare. Tutto un altro senso civico e dello stato. Troppo comodo trovare colpevoli fuori da sé. Ora, che ci voglia un allentamento del rigore, è fuori dubbio, ma non diamo sempre la colpa agli altri. In ogni caso, i miei più sinceri auguri a Tsipras e alla Grecia. Certamente lui e le giovani generazioni non hanno colpa per le politiche scellerate dei loro predecessori.

  • Scimmia

    Questa è pura ipocrisia. Quando fa comodo a te le alleanze vanno bene. Quando fa comodo agli altri no e allora sono fascisti.
    Infatti io ho scritto che hanno fatto bene entrambi.

  • Guest

    Come Luciana Castellina, anch’io ho credutto alla Gloriosa Rivoluzione Culturale Cinese, ai “medici scalzi”, agli studenti che andavano a “rieducarsi” in campagna. Gente come noi è disposta a credere a qualsiasi cosa: siamo come gli alcolisti anonimi. Bisogna avere molto autocontrollo per avere senso critico.

  • Guest

    Come Luciana Castellina, anch’io ho creduto alla Gloriosa Rivoluzione
    Culturale Cinese, ai “medici scalzi”, agli studenti che andavano a
    “rieducarsi” in campagna. Gente come noi è disposta a credere a
    qualsiasi cosa: siamo come gli alcolisti anonimi. Bisogna avere molto
    autocontrollo per avere enso critico.

  • Furio Petrossi

    Come Luciana Castellina, anch’io ho creduto alla Gloriosa Rivoluzione
    Culturale Cinese, ai “medici scalzi”, agli studenti che andavano a
    “rieducarsi” in campagna. Gente come noi è disposta a credere a
    qualsiasi cosa: siamo come gli alcolisti anonimi. Bisogna avere molto
    autocontrollo per avere senso critico.

  • http://www.delladio.it/wordpress Maurizio Delladio

    Non mi sembra ci siano analogie di sorta tra l’identità di Syriza e quella di Anel. A parte una evidente contrarietà alle politiche di austerity europee. Inoltre, il ricorso strumentale a due deputati finalizzato al raggiungimento della maggioranza, non può influire sulle scelte che, già in questa fase, Tsipras sta facendo.
    Altro problema è quello che associa Grillology alla destra più intransigente e cialtrona. Purtroppo, il M5s NON ha un’identità e raccoglie, al suo interno come nelle ipotesi di alleanza, forze inclini alle pulsioni del più becero qualunquismo e della più pericolosa xenofobia. Analogie quindi non strategiche ma di contenuto. Naturalmente avrei volentieri preferito una alleanza con il KKE ma, purtroppo, la mancata realizzazione non è certo dipesa da Syriza. Una ulteriore osservazione: per quanto questo episodio si possa prestare a facili e comode comparazioni, aspetterei a giudicare l’operato di Syriza, il cui governo si è insediato da due giorni e del cui operato è ancora prematuro tirare le somme. L’operato invece dei 5S è a tutti noi visibile almeno dall’ormai lontano 2013 e, sia pure con rammarico, non mi sembra lasci ulteriore spazio ad analisi interpretative.

  • Alberto Bortolotti

    Un capolavoro di equilibrismo, un giustificazionismo che a me pare un po’ assurdo. Il finale sui militari è da Pulitzer. Vedremo, soprattutto quanto reggono assieme.

  • http://www.convalesco.org Panagiotis Atmatzidis

    > Se gli elettori di Tsipras avessero saputo le alleanze prima, gli avrebbero dato il loro voto?

    Si. La risposta e’ si. Si sapeva da MOLTO prima che gli ANEL erano l’unica scelta sensata. Ho già spiegato il perché altrove.

  • russell

    anche un po’ di autocontrollo nel fare spam, no? :-)

  • Kamauli

    purtroppo se non si cambia proprio questo finiremo, magari non adesso, ma neanche ci manca tanto, a brodo primordiale. Immagino che nel futuro la terra si trasformerà, causa l’effetto serra, in un pianeta invivibile e forse tornerà ad essere un insieme di gas… Che la vita prima o poi finisca e la materia si trasformi è un fatto naturale, che gli umani corrano verso l’autodistruzione invece è stupido. Suicidarsi per permettere a pochi – nemmeno tanto giovani – di spendere il denaro in puttane e beni superflui francamente non mi aggrada. Poi se mi posso permettere, credevo che essere anticapitalisti avesse ancora un senso, perlomeno per chi si sente comunista. O questa parola vi fa schifo? Che poi sia Tzipras a fare la rivoluzione ho miei dubbi: finché sogniamo il Messia che ci condurrà alla salvezza… Credo che in parte ognuno debba perlomeno sforzarsi di essere coerente, che la lotta di classe esiste ancora, ma che sicuramente le classi sociali sono molto diversificate e che manca soprattutto una coscienza di classe. Forse per questo chiudono le fabbriche? Sono sicura che un operaio della fiat con la 5 elementare la conosce la differenza tra un padrone ed un proletario. Credo inoltre che molta confusione nasca dal fatto che anche il sistema si sta trasformando in una specie di “mostro” che divora e distrugge tutto, e che serva un’analisi profonda di questa evoluzione (e già viene fatta da validi economisti non allineati col potere). A partire da queste conoscenze deve ripartire una lotta politica che chiaramente non può essere uguale a quella di 50 fa. Magari cercando di non copiare gli errori… Accanto ad una lotta che vede delle classi contrapposte c’è anche una lotta per la sopravvivenza del pianeta e questo lo capiscono anche i bambini. O ci suicidiamo guardando i documentari alla TV e bevendo coca cola?

  • Kamauli

    mi sembra un vecchio vizio del pc… incensare i leaders … invece dobbiamo credere negli individui perché solo l’insieme degli individui fanno una rivoluzione, la chiave sta nella coscienza di classe. Insomma secondo me invece di tatticismi i politici dovrebbero fare cultura: nelle periferie delle città, dentro i paesi… se tanti insegnanti in pensioni e persone di un certo livello intellettuale invece di andare in televisione o scrivere libri facessero scuola sarebbe meglio. Scuola nel senso più bello: Diffondere le conoscenze di storia, la geografia, letteratura, filosofia… solo così cresce un paese e si formano persone capaci di cambiare le cose. E la coerenza anche perché non impariamo da preti come don Ciotti e Zanottelli?

  • Kamauli

    sono inorridita! mi sembra di essere ai tempi del kgb… ve l’immaginate che accoglienza avranno i profughi? Già tanto loro sono abituati…
    Se poi mi sbagliassi sarei solo felice, ma tanto….

  • Furio Petrossi

    Non è SPAM, è Disqus che funziona male quando elimini un messaggio per correggere errori di ortografia: invece di eliminare il messaggio Disqus elimina solo il nome del mittente!

  • russell

    mi sembra che Disqus non elimini il messaggio, a meno di andare nella Dashboard, non te lo cancella ma te lo passa come Guest; se invece vuoi semplicemente correggerlo, per errori di ortografia o anche per cambiarlo, basta premere “Modifica”, e quindi modificare il testo, poi Salva o Invia…se sbaglio, corìgeme!

  • http://www.delladio.it/wordpress Maurizio Delladio

    Credo che sia riduttivo interpretare il debito in senso nazionale e matematico. Da quando Nixon decise di stampare dollari e metterli in circolazione, da quando il denaro circolante non ha corrispettivo reale nelle casse delle banche centrali, il concetto di debito non può essere ridotto ad una operazione matematica. Anche dire che la colpa del debito è frutto di scelte nazionali è piuttosto riduttivo: basterebbe ripercorrere la storia degli ultimi decenni per rendersi conto, ad esempio, di quanto gli Stati Uniti, attraverso guerre scatenate nei paesi culturalmente e finanziariamente più poveri ma ricchi di risorse, abbia imposto un dominio finanziario e politico. Scateno una guerra, porto allo stremo un paese ed il suo popolo, per poi produrmi in consistenti prestiti per la ricostruzione. Questo non è debito contratto da quei paesi ma una nota tecnica di assoggettamento finanziario e politico. E’ a tutti chiaro che il debito pubblico di molti paesi non sarà mai risarcito, semmai acquistato da altri paesi che hanno interesse a governare di fatto quelle realtà. E questo senza perderci nelle valutazioni dell’uso dei derivati e senza abbracciare le tesi del signoraggio. Parlare di debito nazionale quando le banche centrali sono diventate proprietà di istituti di credito privati con interessi transnazionali, mi sembra davvero discutibile. Il gioco è puramente finanziario. La stessa logica vale anche per questa agognata e mai raggiunta unione europea. Il problema quindi è cominciare a mettere in discussione una egemonia e dei parametri che non rispettano i reali bisogni dell’Europa ma solo quelli di una Germania egemone. E voglio sperare che l’affermazione di Syriza in Grecia rappresenti appunto una possibilità di rilettura della situazione che riesca a coinvolgere altri paesi. Una espressione di dissenso rispetto a politiche imposte che fortunatamente si sta facendo spazio anche in altri paesi come la Spagna, e che rappresenta l’ultima opportunità di dare un diverso corso all’Unione Europea.